NURARCHEOFESTIVAL
XVIII edizione
La flotta del teatro contemporaneo approda nei siti nuragici della Sardegna
16 luglio – 3 agosto 2026
Villanovaforru, Tortolì, Villa
“La flotta del teatro contemporaneo approda nei siti nuragici della Sardegna”. Così recita quest’anno il pay off del NURARCHEOFESTIVAL, giunto a tagliare il traguardo della XVIII edizione. Puntuale come un orologio, la rassegna organizzata da Il crogiuolo – sotto l’ormai consolidata co-direzione artistica di Iaia Forte, attrice che non ha bisogno di presentazioni, amica di vecchia data del festival, e Rita Atzeri, anima della storica compagnia cagliaritana fondata da Mario Faticoni – ancora una volta celebrerà il connubio, dal 16 luglio al 3 agosto, fra il patrimonio culturale dell’Isola e il teatro, e altri eventi di culturali e spettacolo, in luoghi di grande pregioarcheologico e non solo. Il cuore del festival anche quest’anno risiederà nei siti di Villanovaforru, dal 20 al 31 luglio, ma il NAF 2026 solcherà non solo il territorio della Marmilla ma anche quello dell’Ogliastra, bassa e alta, con Tortolì, Villagrande Strisaili e Urzulei.
Una programmazione particolarmente nutrita, serrata e riccaquella dell’edizione numero diciotto del festival, che vedrà sfilare in scena una parata di livello assoluto, che vede protagonisti attrici e attori fra i più rappresentativi del panorama teatrale italiano. Alcuni nomi per tutti: Giobbe Covatta, Elena Bucci, Andrea Renzi, Iaia Forte, Mario Perrotta, Giuliana Musso, Saverio La Ruina, Laura Curino.
Anche quest’anno, come da tradizione consolidata, si svolgeranno le visite guidate ai siti archeologici che poi diventeranno suggestivi palcoscenici per accogliere gli spettacoli serali.
NurArcheoFestival è organizzato da Il crogiuolo, con il contributo del MiC, degli Assessorati del Turismo e della Cultura della Regione Sardegna, della Fondazione di Sardegna e il sostegno dei Comuni di Villanovaforru, Tortolì, Urzulei e Villagrande Strisaili.
IL PROGRAMMA
Il nucleo principale della XVIII edizione del NurArcheoFestival sarà concentrato, come anticipato, a Villanovaforru. Ma il festival avrà le sue “anteprime” a Tortolì, in particolare nell’area archeologica di S’Ortali e su Monti.
Al via giovedì 16 luglio alle 20 con TUTTI IN LOOP! Il corpo diventa musica, performance musicale interattiva, movimento e partecipazione del pubblico con Claudia Benaglio e Laura Loi (produzione Palazzo d’Inverno).
A seguire, alle 21.30, TETI, UNA NINFA, UNA MADRE, tratto da un testo della scrittrice Giuseppina Norcia, conRoberta Pasquinucci Cocco, che cura anche la regia insieme a Mariano Botindari (co-produzione laSardaproduce e La Fabbrica Illuminata).
Sabato 18, alle 19, nella Biblioteca Comunale anteprima della presentazione del libro Fare Teatro di Rita Atzeri (Collana Affabulazioni). Un lavoro nato dall’esperienza sul campo dell’attrice, autrice e direttrice artistica del Crogiuolo, un dietro le quinte fra pratica pedagogica e militanza culturale,una preziosa guida per operatori, insegnanti, attori e appassionati che intendono abitare la scena con consapevolezza e responsabilità civile.
Sempre il 18 luglio, ma alle 21.30 a S’Ortali e su Monti, la prima ospitalità nazionale: FURENTES. L’Eneide della follia, concerto teatrale per voce e arpa ideato, scritto e interpretato dall’attrice e performer vocale Isabella Carloni, accompagnata da Raoul Moretti all’arpa elettrica (produzione Rovine circolari). La parola poetica di Virgilio dialoga e si fonde con la ricerca vocale e acustica in uno spettacolo dove viene ribaltatala narrazione epica tradizionale per riattraversare il mito daun’inedita prospettiva femminile, focalizzandosi sulle figure “furiose” e ribelli del poema classico come Giunone e Didone.
Il 19 e 20 luglio il NAF si sposta all’Ex Blocchiera Falchi: il 19, alle 21.30, in scena TUTTO L’AMORE DEL MONDO, canti d’ogni tempo e d’ogni luogo, di e con Gisella Vacca (produzione Il crogiuolo); il 20, alle 20, GRAZIA: STORIA DI COSIMA CHE CONQUISTO’ IL NOBEL, una nuova produzione del Crogiuolo dedicata a Grazia Deledda; a seguire, alle 21.30, SAMUELE, IL BANDITO, testo e regia di Bepi Vigna, altra produzione de Il crogiuolo. Infine, per quanto riguarda il programma di Tortolì, dal 16 al 19 luglio nella Biblioteca Comunale si svolgerà, dalle 17 alle 19, il laboratorio di lettura espressiva Grazia Deledda si racconta, per soli 10 partecipanti, aperto a tutti (partecipazione gratuita fino ad esaurimento posti, per le iscrizioni inviare una mail a ilcrogiuolo@gmail.com).
Come detto, il cuore della XVIII edizione del NurArcheoFestival avrà come palcoscenico i siti di Villanovaforru, con un cartellone molto serrato e ricco di ospiti di rilievo nazionale.
Si apre lunedì 20 luglio con un tris di appuntamenti. Alle 19 nell’area archeologica di Pinn’e Maiolu PAURA FATTI SOTTO!, spettacolo teatrale per bambini della compagnia Actores Alidos con la regia di Valeria Pilia, in scena Michela Cogotti Valera.
Alle 20 al Nuraghe Genna Maria IO MEDEA VI MALEDICO, interpretato e diretto da Salima Balzerani, musiche di Roberto Feliciangeli (produzione La Fabbrica Illuminata).
In chiusura di serata, alle 21.30, ecco arrivare a Pinn’e Maiolu Iaia Forte in MATRIGNA, un testo di Valentino Zeichen, poeta e scrittore fra i più significativi del secondo Novecento italiano, con la regia di Simone Carella. Così l’attrice napoletana: “Ho scelto di aprire il festival con questo testo diZeichen, per la regia di Carella, perché entrambi hanno fatto parte di una stagione vitale e significativa del teatro underground. Quest’anno io e Rita Atzeri abbiamo deciso di dedicare il festival a Teatri Uniti, che è stato un progetto esemplare di cosa può significare a teatro la forza di un gruppo, e alle esperienze di quello che veniva definito ‘l’altro teatro’. Siamo sempre più sottoposti alle costrizioni di un sistema teatrale che richiede prodotti facili, spesso messi su per garantire una momentanea evasione. Hanno naturalmente legittimità, ma ci piace dare spazio anche a lavori che contemplano una diversa ambizione”.
Il giorno dopo, martedì 21, a Genna Maria, alle 20, viene riproposto GRAZIA: STORIA DI COSIMA CHE CONQUISTO’ IL NOBEL, la nuova produzione delCrogiuolo dedicata a Grazia Deledda, l’unica donna italiana ad aver mai ricevuto il prestigioso riconoscimento nel 1926, cento anni fa. Lo spettacolo, liberamente ispirato al romanzo autobiografico e postumo “Cosima”, ripercorre l’intensa parabola umana e artistica della scrittrice nuorese, la determinazione, i sacrifici e la ribellione di una donna che ha sfidato le convenzioni del suo tempo per inseguire la propria vocazione letteraria. In scena Soraya Secci, Stefano Corda, Emilietta Brundu, Andrea Lo Iacono.
NON SO SE LEGGERAI QUESTA LETTERA è il titolo dello spettacolo che sarà in scena a seguire, alle 21, sempre al Nuraghe Genna Maria. Di Rita Pelusio, anche regista, e Domenico Ferrari, con Luisa Ferroni (produzione PEM Habitat Teatrali), attraverso i registri della comicità e della poesia e la figura di Giovanna – una commessa che nel mese di dicembre è costretta a mettersi i vestiti da elfa di Babbo Natale – lo spettacolo trasforma un contesto apparentemente banale e consumistico come il centro commerciale natalizio in un teatro di verità nascoste e di fragili speranze.
Si prosegue mercoledì 22 a Pinn’e Maiolu, alle 21, con CICATTRICI, spettacolo/concerto tragicomico con Rossella Faa e Manuela Loddo, regia di Romano Usai (produzione Art’In). Giovedì 23, a Genna Maria alle 20, sarà la volta, in prima nazionale, di MY NAME IS EDITH WHARTON – conferenza a due voci con fantasmi, nuova produzione di Fanny & Alexander, famosa compagnia teatrale e bottega d’arte nata a Ravenna nel 1992. In scena Andrea Argentieri e Chiara Lagani, in uno spettacolo/recital tratto da “La finestra della signora Manstey e altri racconti” di Edith Wharton, che Lagani ha curato e tradotto nel 2025 per Einaudi Editore. Le musiche del lavoro sono del pluripremiato compositore Luigi Ceccarelli. Lo spettacolo esplora un’idea di scrittura che sa farsi punto di incontro misterioso tra mondi, in cui presente e passato, vita e morte, realtà e immaginazione convivono.
Dopo, alle 21.30, ma nell’area archeologica di Pinn’e Maiolu, L’ISOLA DEL TEMPO, una produzione Teatro Tragodia, in scena: Gino Betteghella, Marta Ibba, Daniela Melis, Carmen Porcu, Ulisse Sebis, regia di Virginia Garau.
Sabato 25 arriverà a Pinn’e Maiolu, alle 21.30, Elena Bucci, una delle migliori interpreti della scena italiana, con NELLA LINGUA E NELLA SPADA, di cui cura anche elaborazione drammaturgica e regia (musica in playback di Luigi Ceccarelli, con registrazioni di Michele Rabbia e Paolo Ravaglia, produzione Le Belle Bandiere).
Un progetto di teatro e musica, un melologo di più anime che si ispira alla storia del poeta e rivoluzionario greco Alekos Panagulis e della giornalista e scrittrice Oriana Fallaci. Si incontrano per un’intervista il giorno in cui Panagulis, incarcerato per un attentato al dittatore Papadopoulos, viene liberato grazie a un forte movimento internazionale e restano allacciati, fra discussioni, lotte per la libertà, allegria, solitudini e speranze, fino alla morte di lui per un misterioso incidente, nel 1976. Alekos trova nella poesia una cura per resistere alla violenza della tirannia e del carcere; Oriana fa del suo lutto un libro. Irriducibili, spesso isolati e solitari, trasformano il dolore in scrittura, in memoria di tutti. Voce e movimenti dialogano con il suono, sullo sfondo c’è la musica greca, combinata con quella latina, araba e balcanica fino a fondersi in un unico linguaggio.
Il giorno successivo, domenica 26, nella località Santa Marina, che ospita l’omonima chiesa campestre, alle 21.30 approda a Villanovaforru Giobbe Covatta in 6° (SEI GRADI), con la partecipazione di Ugo Gangheri, uno spettacolo scrittodallo stesso Covatta e Paola Catella (produzione Papero srl).
Ancora una volta è un numero il titolo della nuova performancedi Covatta, dopo “7” (come i sette vizi capitali) e “30” (come gli articoli della carta dei diritti dell’uomo), tocca ora al numero “6″. Anche in questo caso il numero ha un forte significato simbolico: rappresenta l’aumento in gradi centigradi della temperatura del nostro pianeta. Lo spettacolo, in cui comicità, ironia e satira si accompagnano alla divulgazione scientifica, si colloca in diversi periodi storici del futuro, nei quali la temperatura media della terra sarà aumentata di uno, due, tre, quattro, cinque e sei gradi. I personaggi di queste epoche sono i nostri discendenti, eredi del nostro patrimonio economico, sociale e culturale.
Andrea Renzi, attore conosciuto di cinema, tv e teatro, sbarca a Pinn’e Maiolu, alle 21.30, martedi 28, per rappresentare LA NEVE DEL VESUVIO, tratto dall’omonimo romanzo di Raffaele La Capria (produzione Casa del Contemporaneo). Pubblicato nel 1988, vincitore del Premio Grinzane Cavour 1989, “La neve del Vesuvio” ripercorre in undici capitoli gli anni che vanno dalla prima infanzia all’adolescenza di Tonino, nella Napoli dell’era fascista. “Gli eventi di questo piccolo romanzo di formazione – racconta Andrea Renzi – sono le scoperte conoscitive che vanno formando la coscienza di Tonino: da quando scopre di vivere nel tempo a quando scopre di essere uno e distinto e passa dalla pura sensazione alla parola. Una voce adulta racconta il suo sentire bambino e nel tessere il filo del passato, con le figure che accompagnano la sua crescita, gradualmente Tonino si stacca dal suo mondo infantile e acquisisce la consapevolezza della perdita dell’infanzia. La voce di La Capria – continua e conclude Renzi – è una musica ricca di infinite sfumature, di umorismo, di acutezze, di sottintesi, di indolenze, di malinconie, di colori. La sfida è darle corpo, abitare quelle parole, indagare i pensieri che vi sono dietro per portarle dalla pagina all’oralità”.
Mercoledì 29 al Nuraghe Genna Maria, alle 20, sarà il momento di un altro interprete e autore di punta del nostro teatro: Mario Perrotta porterà in scena il suo ITALIANI CINCALI, scritto con Nicola Bonazzi (produzione Teatro dell’Argine)
Cìncali, cioè zingari. Così credevano di essere chiamati gli italiani emigrati in Svizzera, anche se pare, invece, che fosse una storpiatura di cinq, “cinque” nel linguaggio degli emigranti padani che giocavano a morra. Poi, l’emigrazione italiana nelle miniere di carbone del Belgio, raccontata attraverso un’epopea popolare, fatta di uomini scambiati con sacchi di carbone, di paesi abitati solo da donne, di lettere cariche di invenzioni per non svelare le condizioni umilianti di quel lavoro, di mogli che rispondono a quelle lettere con le parole dettate dall’unico uomo rimasto in paese: il postino. È lui che racconta come può uno spaccato violento e amaramente ironico di un Italia uscita dalla guerra e pronta ad affrontare il boom economico. Un ritratto senza ipocrisia di un capitolo amaro della nostra storia repubblicana. Lo spettacolo ha ricevuto la targa commemorativa della Camera dei Deputati per “l’alto valore civile del testo e per la straordinaria interpretazione”, è stato finalista al Premio UBU 2004 e ha segnalato Perrotta tra gli artisti più interessanti della nuova generazione.
Altra chicca a seguire. Sempre mercoledì 29, alle 21.30 ma nell’area archeologica di Pinn’e Maiolu, sarà protagonista Giuliana Musso, attrice di grande spessore e sensibilità, in QUALCOSA D’INVISIBILE, concerto per theremin, pianoforte e parole, con Musso voce recitante e autrice dei testi, Leo Virgili al theremin e Giovanna Pezzetta al pianoforte.
Il theremin è il primo strumento elettronico della storia.Inventato cent’anni fa dallo scienziato sovietico Lev Termen, si suona con delicati e precisi movimenti delle mani che non toccano mai lo strumento ma fluttuano nell’aria. Difficile suonare l’invisibile, pochissimi i musicisti al mondo che riescono a farlo. Il concerto attraversa tutto il repertorio interpretabile con il theremin e si alterna a parole e racconti che inseguono i viaggi, le invenzioni, i segreti e gli amori del suo inventore. Una vita, quella di Lev Termen, che a sua voltaracconta un Novecento conteso fra Unione Sovietica e Stati Uniti, tra scienza, tecnologia, politica ed arte. Giuliana Musso allarga le maglie di questo racconto per descrivere quel “qualcosa d’ invisibile” che sta nell’aria e che percepiamo, come il suono del theremin. Le musiche fluttuano da PhilipGlass a Saint Saens, da Bach a Shostakovich, a Prokofieff, da Èdith Piaf a Villa-Lobos.
Il giorno successivo, giovedì 30, arriverà a Pinn’e Maiolu, alle 21.30, Lorenza Zambon con ZATTERE FRA I RAMI. Cose che accadono nelle foreste, in prima nazionale (produzione Casa degli Alfieri – teatro e natura). Una voce sola racconta una storia corale, quella vera di un bosco minacciato, di chi ha deciso di difenderlo. Fatti incredibili accaduti a Gallarate nel bosco di via Curtatone. Un racconto intrecciato di coraggio, creatività e resistenza: donne che sferruzzano a uncinetto sotto gli occhi della polizia, giovani “scoiattoli” che dormono su zattere sospese tra i rami, abitanti del quartiere che si scoprono comunità. Un intreccio di voci, memorie, azioni nonviolente per riflettere – con rabbia e tenerezza – su ciò che ci lega alla terra, agli altri, alla possibilità di lottare insieme.Una narrazione che è insieme testimonianza e atto d’amore.
Il cartellone del NAF a Villanovaforru si chiuderà venerdì 31 luglio, a Genna Maria alle 21.30, con un’altra presenza di spicco: Saverio La Ruina – attore e autore il cui valore è testimoniato dai numerosi importanti riconoscimenti ricevuti, come il Premio Ubu, più volte, e il Premio Hystrio – proporrà lo spettacolo KR70M16, da lui anche scritto e diretto, interpretatoinsieme a Cecilia Foti e Dario De Luca, musiche originali diGianfranco De Franco (produzione Scena Verticale).
La Ruina continua il lavoro di scavo dentro le ferite aperte della Storia, sul fronte reale, là dove il Mediterraneo restituisce corpi senza vita, nomi cancellati, storie spezzate. Senza rinunciare all’ironia, l’attore e drammaturgo calabrese presenta l’incontro in un cimitero tra una vittima della migrazione clandestina e una della shoah in una dimensione visionaria e surreale. Fin dal titolo, dove “KR” indica la provincia, “70” il settantesimo ritrovamento, “M” che si tratta di un maschio e “16” l’età, il lavoro porta l’attenzione su quanto sia arduo dare voce agli sconfitti. Dietro ogni naufragio c’è un nome che non verrà mai inciso su una lapide e senza un corpo su cui piangere non ci può essere l’elaborazione del lutto, come ci insegna la struggente supplica di Priamo, re di Troia, quando chiede ad Achille la restituzione del corpo del figlio Ettore.
Il NurArcheoFestival 2026 sarà di nuovo anche a Villagrande Strisaili. Il 22 luglio nella suggestiva area archeologica di S’Arcu e is Forros si inizierà alle 20.30 con LA MERAVIGLIOSA “LEZIONE” DI RACHEL CARSON, in scena un’attrice di rilievo come Laura Curino, la regia è diMarco Rampoldi (produzione Fondazione del Teatro Stabile di Torino – Teatro nazionale Tangram – Teatro Torino | Muse).
Uno spettacolo che unisce teatro, scienza e poesia per raccontare la vita straordinaria della biologa e scrittrice americana Rachel Carson, nata in Pennsylvania nel 1907, che cambiò per sempre il nostro sguardo sulla natura. Attraverso le parole dell’amica e confidente Dorothy Freeman, Laura Curino ripercorre con un racconto intimo e potente il cammino diCarson, madre del movimento ambientalista: la passione per la scrittura, la scoperta della biologia marina, il coraggio di denunciare i danni dell’inquinamento e la forza di una voce capace di ispirare generazioni intere.
Il 26, alle 20, stessa location, ANTIGONE, da uno studio su Soflocle, Eschilo, Euripide, di e con Silvia Priori, mentre lunedì 27, sempre alle 20, DECAMERONE, da Giovanni Boccaccio, con Mirco Gennari, Giorgia Penzo, Davide Simonetti, Irene Papotti, regia di Davide Schinaia, musiche diGraziano Giovanetti (produzione Città Teatro Unione Valconca– Regione Emilia Romagna). Il 28, sempre a S’Arcu e is Forros alle 20, BIANCA E ROSSA, con Senio G.B. Dattena,che cura anche la regia, Luca Mameli, Sara Perra e Martina Spiga, (produzione Asmed Teatro). Il giorno dopo, il 29 luglio saranno due gli spettacoli di chiusura ospitati nell’area Archeologica Sa Carcaredda: alle 19 GRAZIA: STORIA DI COSIMA CHE CONQUISTO’ IL NOBEL, nuova produzione del Crogiuolo, e alle 20 I MUSICANTI DI BREMA: UNO PER TUTTI E TUTTI PER UNO!, con Carla Orrù, Valentina Sulas, Francesca Cadeddu e Andrea Vargiu, altra nuova produzione firmata Il crogiuolo.
Il NAF 26 sarà anche a Urzulei. Il 17 luglio, alle 21.30, in Piazza Funtana ‘Ecia QUEL MATTINO DI MARZO, di Nino Nonnis, regia di Maria Assunta Calvisi, con Michela Cidu, Daniela Musiu, Carla Orrù e Annalisa Serri, voce registrata di Pierpaolo Frigau, costumi di Marco Nateri (produzione Effimero Meraviglioso), la vicenda drammatica di quattro donne uccise dal crollo di una griglia nella miniera di Genna Arenas a Buggerru, in una tragica mattina del marzo 1913. Il 29, nelle Tombe dei Giganti S’Arena, alle 20, ancora GRAZIA: STORIA DI COSIMA CHE CONQUISTO’ IL NOBEL e alle 21.30 VOLEVO SOLO AMARE, concerto narrativo di e con Marta Proietti Orzella, all’arpa celtica Chiara Vittone (produzione Barbariciridicoli). Il 31 si torna in Piazza Funtana ‘Ecia, alle 21.30, con NAIS (Rami), una produzione di teatro ragazzi della compagnia Fueddu e Gestu, testi, scrittura scenica, maschere, regia di Giampietro Orrù, con Maura Grussu e Nanni Melis, musiche di e con Emanuela Orrù. Il sipario sulla XVIII edizione del NurArcheoFestival calerà proprio a Urzulei il 3 agosto, alle 21.30, in Piazza Funtana ‘Ecia con un’altra ospitalità nazionale: SONATA PER TUBI, spettacolo di circo contemporaneo e teatro musicale ideato e prodotto dalla Compagnia Nando e Maila. Di e con Ferdinando D’Andria, Maila Sparapani e Marilù D’Andria, lo show fonde in modo innovativo la musica suonata dal vivo, il teatro comico-clownesco e le discipline acrobatiche. Lo spettacolo si basa sulla ricerca delle possibilità musicali di oggetti comuni e attrezzi circensi. Grazie a ingegno, tecnologia e amplificazione, questi elementi vengono trasformati in veri strumenti musicali: i classici tubi per l’edilizia vengono fatti volare per comporre un contrabbasso e un violoncello, clave da giocoleria si trasformano in sassofoni; “diaboli” sonori e hula hoop creano melodie durante le evoluzioni.
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Il programma completo del NAF 2026 è su: www.ilcrogiuolo.eu. Per ulteriori aggiornamenti è possibile visitare la pagina www.facebook.com/nurarcheofestival. Per informazioni, prevendite e prenotazioni chiamare il numero 334 8821892.
Il crogiuolo
Casa Saddi, Pirri
Per informazioni: tel. 334 8821892
info@ilcrogiuolo.eu
ilcrogiuolo@gmail.com
Direzione artistica Rita Atzeri



