Mariposa Fest 2026

AL VIA GLI APPUNTAMENTI CONCLUSIVI DEL MARIPOSA FEST: TRA PRIME NAZIONALI, ECOLOGIA E TEATRO DI POESIA

Entra nel vivo la programmazione del Mariposa Fest con una tre giorni ricca di debutti assoluti, spettacoli d’atmosfera e riflessioni profonde sul legame tra uomo e natura. Dal 18 al 20 settembre, il festival ospiterà artisti di rilievo nazionale per un fine settimana all’insegna della grande drammaturgia contemporanea e del teatro di figura. Di seguito il calendario dettagliato degli appuntamenti.

VENERDÌ 18 SETTEMBRE

Ore 19:30 – Voce del verbo alveare
Lo spettacolo si presenta come un piccolo e delicato ecosistema teatrale in cui la Natura dialoga apertamente con un’attrice curiosa. Attraverso una narrazione intima e poetica, la messa in scena esplora il microcosmo laborioso delle api, elevandolo a metafora di cooperazione, resilienza e armonia universale. Sul palco si consuma un rito di ascolto profondo dei ritmi biologici e delle fragilità ambientali che caratterizzano il nostro tempo. La protagonista si fa portavoce di un messaggio ecologista urgente, interrogandosi sul ruolo dell’essere umano nella salvaguardia del pianeta. Le parole si intrecciano a gesti minimi e suggestioni sonore, ricreando la magia e il ronzio vitale di un vero alveare. L’opera incarna perfettamente lo spirito della manifestazione, invitando il pubblico a ritrovare una connessione autentica con la terra. Un’esperienza sensoriale adatta a risvegliare le coscienze di spettatori di tutte le età. La delicatezza del testo si sposa con una messinscena sobria ma dal forte impatto emotivo. Un inno alla biodiversità che celebra la bellezza delle piccole cose e la necessità della cura reciproca.

  • Chi lo propone: Lo spettacolo è una produzione di Teatro Rebis, compagnia marchigiana nota per la ricerca espressiva e l’impegno civile. Il testo è scritto e interpretato da Meri Bracalente, attrice sensibile e carismatica, da sempre attenta alle tematiche naturalistiche e alla poesia della scena.

Ore 21:00 – La terra degli ulivi (Prima Assoluta Nazionale)
Questo monologo potente e viscerale affronta il tema viscerale dell’amore per la propria terra e delle radici che legano l’uomo al paesaggio. Al centro della narrazione si trova il lavoro agricolo, inteso non solo come fatica quotidiana, ma come custode di una memoria storica e di un’identità territoriale da difendere. L’ulivo diventa il simbolo sacro di questa resistenza, pianta millenaria che attraversa le generazioni e assiste muta ai cambiamenti storici. La drammaturgia scava nelle contraddizioni della modernità, laddove l’abbandono delle campagne minaccia la sopravvivenza stessa delle culture locali. L’interpretazione si fa carne e sangue, portando sul palco il sudore, la passione e la fierezza di chi non si arrende al degrado. Lo spettatore viene trasportato in un viaggio sensoriale tra i profumi e i colori del Mediterraneo, dove ogni ulivo ha una storia da raccontare. Un grido d’amore per l’ambiente che si trasforma in un atto politico e poetico di straordinaria attualità. La prima nazionale assoluta promette di regalare un momento di altissimo teatro civile e di profonda commozione collettiva.

  • Chi lo propone: L’evento è prodotto da Teatro Ipotesi, realtà che si distingue nel panorama italiano per la produzione di spettacoli di forte impatto sociale. Sul palco sale Pino Petruzzelli, attore, regista e drammaturgo stimato per la sua capacità di dare voce all’anima dei territori e della loro gente.

SABATO 19 SETTEMBRE

Ore 19:30 – O Bu! Osteria del Canale
Una riscrittura scenica densa d’atmosfera che trasporta il pubblico in un microcosmo notturno e fumoso, sospeso nel tempo. Liberamente ispirata al capolavoro letterario “Viaggio al termine della notte” di L. F. Céline, la pièce ne rielabora il nichilismo e la febbrile ricerca di senso attraverso una chiave visionaria. L’osteria diventa il palcoscenico di esistenze ai margini, dove i ricordi e i deliri dei viandanti si mescolano ai fumi dell’alcol e della disperazione. La narrazione procede per frammenti lirici e suggestioni visive, evocando il viaggio dell’uomo nei meandri delle proprie oscurità interiori. La regia punta su un uso espressionista delle luci e delle ombre, creando un quadro vivente di straordinaria forza evocativa. Le parole di Céline risuonano taglienti, private del loro cinismo e rivestite di una disperata compassione per la condizione umana. Un esperimento teatrale coraggioso che sfida le convenzioni e cattura lo spettatore in un vortice di emozioni contrastanti. Un appuntamento imperdibile per gli amanti della grande letteratura che si fa carne a teatro.

  • Chi lo propone: Lo spettacolo è ideato e interpretato da Alessandro Cavoli, regista e pedagogo teatrale poliedrico, specializzato in riscritture sceniche d’avanguardia. Cavoli è da anni impegnato nella ricerca di nuovi linguaggi performativi capaci di far dialogare i classici della letteratura con la contemporaneità.

Ore 21:00 – Teresa, ovvero la sarta che voleva ricucire il firmamento (Prima Assoluta Nazionale)
Questa terza prima assoluta del festival si configura come una splendida favola poetica sull’ambizione ingenua e sublime dell’essere umano di riparare le ferite del mondo. La protagonista, Teresa, è una sarta speciale che, con ago e filo, coltiva il sogno apparentemente folle di ricucire gli strappi del cielo stellato. La narrazione esplora il tema del dolore universale e del desiderio di bellezza, trasformando la fragilità umana in una forza poetica dirompente. La scenografia è arricchita e impreziosita dagli straordinari allestimenti tessili di Barbara Mugnai, che trasformano lo spazio in un laboratorio onirico. Ogni tessuto, ogni trama visibile sul palco diventa parte integrante del racconto, evocando galassie e costellazioni fatte di stoffa. La delicatezza della recitazione guida il pubblico attraverso una riflessione profonda sulla speranza e sulla necessità dell’arte come cura. Una metafora potente sulla capacità umana di tessere relazioni e riparare i danni dell’indifferenza. Lo spettacolo incanta gli occhi e scalda il cuore, offrendo uno sguardo purificato sul mistero dell’esistenza.

  • Chi lo propone: Lo spettacolo nasce dalla prestigiosa coproduzione tra casa degli alfieri e Astiteatro 46, storici centri di innovazione teatrale. Il testo è firmato dal maestro Antonio Catalano, mentre l’intensa interpretazione è affidata all’attrice Patrizia Camatel.

DOMENICA 20 SETTEMBRE

Ore 19:30 – Storia di Bella
La giornata conclusiva del festival si apre all’insegna della tradizione con un affascinante spettacolo di burattini concepito per un pubblico di tutte le età. Tratta dall’opera del celebre autore barocco Giambattista Basile, la messinscena recupera il sapore antico delle fiabe popolari meridionali. Al centro della trama si dipanano le avventure di Bella, un percorso di formazione universale denso di magia, prove da superare e colpi di scena. I burattini, mossi con maestria artigianale, prendono vita sul palco dialogando con gli interpreti in un gioco teatrale serrato e divertente. Le musiche originali di Antonello Tannoia accompagnano ogni azione, sottolineando i momenti drammatici e comici con grande efficacia narrativa. Gli splendidi manufatti e le creazioni sceniche di Mariella Putignano conferiscono alla baracca un aspetto fiabesco e incantato. Uno spettacolo che unisce il rigore filologico alla freschezza dell’improvvisazione, capace di affascinare i bambini e far riflettere gli adulti. Una preziosa occasione per riscoprire il patrimonio favolistico italiano attraverso l’arte senza tempo delle figure animate.

  • Chi lo propone: L’opera è diretta e interpretata da Giancarlo Luce insieme a Cilla Palazzo, storici esponenti del teatro di figura italiano. La proposta si avvale dell’esperienza di un ensemble affiatato che da anni valorizza la tradizione dei burattini in chiave contemporanea.

Ore 21:00 – Come foglie, come vento, come morbidi pani. Vita immaginaria di San Francesco (Prima Assoluta Nazionale)
Il festival si chiude in bellezza con un attesissimo percorso immaginifico dedicato alla figura di San Francesco d’Assisi. Lo spettacolo esplora la vita del Santo non in chiave puramente biografica, ma attraverso una lente poetica, visionaria e universale. Francesco viene raccontato nella sua essenza originaria: un uomo che si fa foglia, che ascolta il vento e che si offre agli altri come pane morbido e nutrimento spirituale. La messinscena si muove sul filo dell’emozione pura, celebrando la fraternità cosmica e l’amore incondizionato per ogni creatura vivente. La narrazione unisce parole, silenzi e gesti simbolici, invitando il pubblico a spogliarsi del superfluo per ritrovare l’essenziale. Questo poetico cammino dello spirito ha ottenuto il prestigioso patrocinio del Comitato Nazionale per le Celebrazione degli ottocento anni dalla morte di San Francesco d’Assisi. Un riconoscimento che attesta l’altissimo valore culturale e la profondità etica dell’opera proposta. Un finale di festival straordinario, capace di lasciare una traccia profonda e un messaggio di pace duraturo.

  • Chi lo propone: Lo spettacolo è scritto, diretto e interpretato dal visionario artista Antonio Catalano. Si tratta di un’importante coproduzione che vede uniti casa degli alfieri, la Fondazione Cross ETS e il Comune di Calamandrana per un progetto di rilevanza nazionale.

Il crogiuolo
Casa Saddi
, Pirri

Per informazioni: tel.  334 8821892

info@ilcrogiuolo.eu
ilcrogiuolo@gmail.com

Direzione artistica Rita Atzeri

Post recenti
Contattaci

CERCA NEL SITO: DIGITA LA PAROLA E PREMI INVIO ↵