NURARCHEOFESTIVAL
XVIII edizione
La flotta del teatro contemporaneo approda nei siti nuragici della Sardegna
16 luglio – 3 agosto 2026
Villanovaforru, Tortolì, Villa
La strana coppia, si potrebbe dire. Perché il NURARCHEOFESTIVAL, la rassegna organizzata da Il crogiuolo con la co-direzione artistica di Iaia Forte e Rita Atzeri, ospita nei prossimi giorni a Villanovaforru, centro nevralgico del festival, due pezzi da novanta, ciascuno nel suo genere, Elena Bucci e Giobbe Covatta, l’una domani, sabato 25, e l’altro domenica 26 luglio.
Bucci, una delle migliori interpreti della scena teatrale italiana, approda all’area archeologica di Pinn’e Maiolu, alle 21.30, con NELLA LINGUA E NELLA SPADA, di cui cura anche elaborazione drammaturgica e regia (musica in playback di Luigi Ceccarelli, con registrazioni di Michele Rabbia e Paolo Ravaglia, produzione firmata Le Belle Bandiere).
Un progetto di teatro e musica, un melologo di più anime che si ispira alla storia del poeta e rivoluzionario greco Alekos Panagulis e della giornalista e scrittrice Oriana Fallaci. Si incontrano per un’intervista il giorno in cui Panagulis, incarcerato per un attentato al dittatore Papadopoulos, viene liberato grazie a un forte movimento internazionale e restano allacciati, fra discussioni, lotte per la libertà, allegria, solitudini e speranze, fino alla morte di lui per un misterioso incidente, nel 1976. Alekos trova nella poesia una cura per resistere alla violenza della tirannia e del carcere; Oriana fa del suo lutto un libro. Irriducibili, spesso isolati e solitari, trasformano il dolore in scrittura, in memoria di tutti. Voce e movimenti dialogano con il suono, sullo sfondo c’è la musica greca, combinata con quella latina, araba e balcanica fino a fondersi in un unico linguaggio.
Il giorno successivo, domenica 26, nella località Santa Marina, che ospita l’omonima chiesa campestre, arriva alle 21.30 Giobbe Covatta, impegnato in 6° (SEI GRADI), con la partecipazione del musicista Ugo Gangheri, uno spettacolo scritto dallo stesso Covatta e da Paola Catella, scrittrice, autrice televisiva e teatrale, da lungo tempo sua compagna di vita (produzione Papero srl).
Ancora una volta è un numero il titolo della nuova performance di Covatta, dopo “7” (come i sette vizi capitali) e “30” (come gli articoli della carta dei diritti dell’uomo), tocca ora al numero “6″. Anche in questo caso il numero ha un forte significato simbolico: rappresenta l’aumento in gradi centigradi della temperatura del nostro pianeta. Lo spettacolo, in cui comicità, ironia e satira – nello stile di Covatta – si accompagnano alla divulgazione scientifica, si colloca in diversi periodi storici del futuro, nei quali la temperatura media della terra sarà aumentata di uno, due, tre, quattro, cinque e sei gradi. I personaggi di queste epoche sono i nostri discendenti, eredi del nostro patrimonio economico, sociale e culturale.
Anche quest’anno, come da tradizione consolidata, si svolgono le visite guidate ai siti archeologici che poi diventano suggestivi palcoscenici per accogliere gli spettacoli serali.
NurArcheoFestival è organizzat
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Il programma completo del NAF 2026 è su: www.ilcrogiuolo.eu. Per ulteriori aggiornamenti è possibile visitare la pagina www.facebook.com/
Il crogiuolo
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Direzione artistica Rita Atzeri



