Nuova produzione Il Crogiuolo
Nuoro, 28 Dicembre 2025
“Balentes, is femminas chi ant fatu s’istoria nostra”. Debutto a Nuoro della nuova produzione de Il Crogiuolo con il contributo dell’ISRE – Istituto Superiore Regionale Etnografico. Nuoro, 28 dicembre 2025, ore 18, auditorium Lilliu.
Debutta a Nuoro “Balentes, is femminas chi ant fatu s’istoria nostra”, la nuova produzione della compagnia Il Crogiuolo, realizzata grazie al contributo dell’ISRE – Istituto Superiore Regionale Etnografico. Lo spettacolo andrà in scena domenica 28 dicembre alle ore 18, presso l’Auditorium ISRE Giovanni Lilliu (via Antonio Mereu 56).
Uno spettacolo multimediale e interattivo che racconta figure femminili centrali della storia della Sardegna: donne che hanno contribuito a far conoscere l’Isola in ambito nazionale e internazionale e che hanno determinato un profondo rinnovamento delle convenzioni sociali, una crescita culturale e scientifica e un miglioramento delle condizioni civili e politiche della comunità.
«Con questo progetto – dichiara Stefano Lavra, presidente dell’ISRE – Istituto Superiore Regionale Etnografico – l’ISRE rinnova il proprio impegno nella valorizzazione della storia e dell’identità della Sardegna, ponendo al centro figure femminili che hanno inciso in maniera profonda e spesso ancora poco riconosciuta nei processi sociali, politici, culturali e scientifici dell’Isola. “Balentes, is femminas chi ant fatu s’istoria nostra” restituisce voce e dignità a donne che hanno saputo immaginare e costruire una Sardegna più giusta, moderna e consapevole.»
Attraverso le storie di Pasca Selis Zau e Lucia Delitala Tedde emerge il coraggio di donne capaci di guidare rivolte contro le ingiustizie sociali e lo sfruttamento dei più deboli e della Sardegna tutta. Le vicende di Violante Carroz e Adelasia di Torres restituiscono la complessità dell’esercizio del potere da parte delle donne, ieri come oggi, mentre la figura di Eleonora d’Arborea incarna la forza di un pensiero politico avanzato, capace di costruire un sistema di leggi giuste e di opporsi a ogni forma di asservimento dell’Isola.
«Sostenere uno spettacolo come questo – prosegue Lavra – significa per l’ISRE promuovere una narrazione che unisce rigore storico, sperimentazione artistica e uso della lingua sarda, elementi che rappresentano il cuore della nostra missione istituzionale. La scelta di un format interattivo e multimediale consente inoltre di coinvolgere attivamente il pubblico, trasformando la memoria in esperienza viva e condivisa.»
Le storie di Ninetta Bartoli, prima sindaca donna d’Italia, e di Adelasia Cocco, prima medico condotto della Sardegna, raccontano percorsi di emancipazione femminile intrecciati a un forte impegno politico e sociale. Marianna Bussalai e Joyce Lussu riportano alla memoria la lotta contro il fascismo e l’impegno per la libertà e l’indipendenza della Sardegna. Con Eva Mameli Calvino e Francesca Sanna Sulis si dà spazio a donne che si sono affermate attraverso il lavoro, la ricerca scientifica e l’impresa, creando occupazione e nuove opportunità per molte giovani donne.
Grazia Deledda, Maria Lai ed Edina Altara mostrano infine come l’arte possa essere una chiave di lettura del nostro tempo e uno strumento capace di ricucire ferite e alimentare la lotta per un mondo più giusto.
«Raccontare queste storie oggi – conclude il presidente Lavra – non è solo un atto di restituzione culturale, ma un invito a rileggere il presente alla luce di esempi di coraggio, competenza e visione, affinché il patrimonio di valori espressi da queste donne continui a generare futuro per la comunità sarda.»
Elemento distintivo dello spettacolo è il coinvolgimento attivo del pubblico: all’ingresso in sala gli spettatori ricevono, insieme al programma di sala, un foglio con i nomi delle donne protagoniste. Ciascuno può scegliere la propria scaletta; una selezione estratta a sorte determinerà l’ordine delle storie effettivamente messe in scena. Le storie non rappresentate dal vivo saranno disponibili in formato podcast, accessibili tramite QR code. Il pubblico seguirà lo spettacolo indossando cuffie, per un’esperienza immersiva e personale. La narrazione prende avvio dall’ingresso in scena di un giovane giornalista che, cercando risposte nei libri, si interroga sulle contraddizioni del presente della Sardegna. Nel ripercorrere la storia sceglie di farlo attraverso le voci delle donne, chiedendosi cosa sarebbe stato dell’Isola se quelle figure fossero state davvero ascoltate. I suoi pensieri prendono corpo sulla scena.
Lo spettacolo, scritto e diretto da Rita Atzeri, è interpretato da Cristina Maccioni, Daniela Musiu, Isella Orchis, Carla Orrù, Elisa Pistis, Giuliano Pornasio, Antonella Puddu, Gisella Vacca. I costumi sono di Marco Nateri, il visual design di Marco Quondamatteo, la cura del suono di Mario Pierno, il disegno luci di Tonio Argiolas. Lo spettacolo utilizza anche musiche originali di Ennio Atzeni. Ad eccezione della parte del giornalista, recitata in italiano, lo spettacolo è interamente in lingua sarda campidanese, in coerenza con l’impegno dell’ISRE nella tutela e valorizzazione del patrimonio linguistico della Sardegna.
Lo spettacolo è riservato a un massimo di 100 spettatori.
Prenotazione obbligatoria al numero 334 8821882 o via mail all’indirizzo ilcrogiuolo@gmail.com
Il crogiuolo
Casa Saddi, Pirri
Per informazioni: tel. 334 8821892
info@ilcrogiuolo.eu
ilcrogiuolo@gmail.com
Direzione artistica Rita Atzeri



