Caro Giorgio… tutti quelli che hanno avuto la fortuna di incrociare la tua strada, non possono che associare al tuo nome la parola caro. Caro per la grande generosità del tuo cuore. Caro per l’incommensurabile capacità d’amore. Caro per la tua arguzia, per la tua ironia. Caro per la tua intelligenza sagace. Caro per la tua lealtà, la tua schiettezza. Caro per il tuo coraggio di dire sempre e comunque la Verità, a chiunque, ad ogni costo e non c’era prezzo che tu non fossi disposto a pagare per difendere la tua città, Cagliari, e la tua Sardegna dalle speculazioni, di qualunque genere fossero e da qualunque colore politico arrivassero.

Grazie per le battaglie che “solo” hai saputo combattere per l’ambiente, per Tuvixeddu. Grazie per ogni riga che hai scritto, per ogni intervento che hai fatto. Grazie per il tuo essere “enzima”  con la tua capacità creativa ed organizzativa, quante imprese culturali hai fatto vivere? I presidi del libro, Gavoi con L’Isola delle Storie, i festival alla Manifattura Tabacchi. Grazie per la tua fiducia nell’arte e negli artisti. Sognavi di contribuire a realizzare un sistema culturale organico e coeso, di cui facessero parte il teatro, il cinema…

Caro Giorgio, con te se n’è andato uno degli ultimi, se non l’ultimo vero intellettuale che la Sardegna abbia avuto nella sua storia recente, ma non ci hai lasciato soli, ci hai lasciato con un mandato politico e culturale ben preciso e faremo di tutto per non tradirlo, saremo più vigili e più presenti.

Del tuo amore per il teatro e del tuo essere autore anche per il teatro, mi permetto di testimoniare ricordando dei testi scritti per Il crogiuolo e per Il Teatro dell’Amardio. Tutti testi ironici e di denuncia dello sfacelo urbanistico della nostra città. Il primo testo che ci doni “Drammascopie” è del 2006, lo scrivi per uno spettacolo che porteremo in scena nella Pinacoteca Nazionale di Cagliari con il titolo “L’estasi dell’oro”. Nel 2013 con Fabio Marceddu e Antonello Murgia, portiamo in scena il tuo “Sottosuoli”, protagonista Dante Caria, pallido abitante dei sepolcri, che scacciato dalla sua casa a Tuvixeddu, si vede costretto a trovare dimora nella galleria di via Vittorio Veneto. Un fatto che fa notizia e porta una rampante giornalista d’assalto ad intervistarlo. Occasione inaspettata che Caria coglie per denunciare gli abusi perpetrati in città da palazzinari senza scrupoli con la compiacenza della Commissione Cultura. Spettacolo che abbiamo poi ripreso a settembre 2019 con Gianluca Belfiori Doro, proprio a Tuvixeddu, accompagnandolo ad una visita guidata alla necropoli con gli amici di Legambiente. Nel 2017 è andato in scena VISUALI – Cagliari nell’urbanistica della nonna e di signora Panfilia, da un tuo racconto inedito, qui i protagonisti, costretti a vivere più di un trasloco, sono testimoni, consapevoli e dissidenti, del cambiamento di  volto della città, interessata, dalla ricostruzione dei bombardamenti del ’43 fino agli anni ’60 – questo l’arco di tempo di riferimento del racconto – da una cementificazione selvaggia. Tutte le comunità si raccolgono intorno ad alcuni princìpi fondamentali e tra questi ci sono quelli che regolano il modo di abitare i luoghi. “Questo non significa che quei luoghi non possano mutare mai, però il cambiamento, come il loro costituirsi, è una faccenda delicata. Noi abitiamo sempre gli stessi luoghi e cerchiamo le tracce di come abitavamo. Un’immensa forza simbolica hanno i luoghi e rappresentano anche la continuità delle esistenze. Sono la vita stessa. I luoghi sono noi e noi siamo i luoghi. E dal loro stato dipende il nostro benessere”. Così scrivevi.

Ci hai fatto dono del tuo mitico Marini, l’imbalsamatore, per una performance al museo delle cere, nel 2018.

E poi “Memorie dal sottosuolo”,  dove fai raccontare lo scempio di Tuvixeddu a una  donna Sofonbal, una madre punica il cui sonno viene disturbato per la costruzione di un vano ascensore. Ne abbiamo fatto un recital, che sei venuto a vedere, pochi mesi fa, accompagnato dai tuoi amori, al museo archeologico nazionale, regalandomi una grande gioia. Questo stesso lavoro andrà in scena venerdì 31 agosto, ore 22.00 a Mogoro, per la rassegna organizzata da Tragodia. Ti avevo informato con un messaggio, chiedevo di poterti vedere, non siamo riusciti, ma è solo un arrivederci.

Rita Atzeri

Il crogiuolo, Spazio Fucina Teatro,
Centro culturale La Vetreria – Cagliari Pirri
Per informazioni: tel. 070 0990064 – 334 8821892

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ilcrogiuolo@gmail.com

Direzione artistica Rita Atzeri

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