Testo e regia di Rita Atzeri

con Alessandra Leo, Antonio Luciano, Daniela Vitellaro, Marta Gessa

Tecnica teatro d’attore

Musiche originali di Ennio Atzeni

Produzione Il Crogiuolo e Teatro del Sottosuolo

Durata 50 minuti circa

Scheda artistica

Siamo in un basso napoletano, la scena si apre su una Colombina sognante, in attesa del suo innamorato, e un Pulcinella pasticcione, che non trova niente di meglio da fare, per conquistare la sua amata, che farle dispetti. Fra i due sono subito fuoco e fiamme. Del contrasto è deciso ad approffittare il Maresciallo del paese, un specie di incrocio tra il Don Rodrigo dei “Promessi Sposi” e il Basilio delle “Nozze di Figaro” di Baumarchais, invaghitosi di Colombina, la quale finge di accettare la sua corte per spingere Pulcinella a farle una vera dichiarazione! A voler conquistare il Maresciallo e a prendere le difese di Pulcinella è invece Coulette, una servetta amica di Colombina. Pulcinella e il Maresciallo finiscono con l’affrontarsi in duello e il povero Pulcinella sarebbe destinato ad avere la peggio se non fosse per l’intervento di Colombina, che manifesta così il suo amore. L’onta subita dal Maresciallo procura a Pulcinella una denuncia prima e una condanna poi: Pulcinella è confinato in Sardegna!

Al termine di un travagliato viaggio per mare, arrivato nella Maliarda isola di Sardegna, incontra nella sua strada Mammuthone, che vedendo Pulcinella pallido e sbattuto, pensa di essersi imbattuto in un disperato giunto in Sardegna su uno dei barconi che attraversano il Mediterraneo alla ricerca di lavoro. Mammuthone dopo aver rinfocillato Pulcinella, gli spiega che il lavoro in Sardegna manca: le fabbriche chiudono e i pastori che da pastori sono diventati operai, ora fanno i disoccupati. Pulcinella scioglie subito l’equivoco e racconta la sua storia. Mammuthone è deciso ad aiutarlo: gli fa conoscere su Cumponidori, perché da lui possa imparare a difendersi dal maresciallo, e la Filonzana, perché gli mostri il futuro. La commedia si chiude con il ricongiungimento delle coppie.

Lo spettacolo unisce le dinamiche della Commedia dell’Arte, a quelle della commedia degli equivoci, in un ritmo incalzante che rende partecipe lo spettatore dalla prima fino all’ultima battuta.

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