testo di Rita Atzeri

con Antonio Luciano, Marta Gessa, Daniela Vitellaro, Laura Lepori

Regia di Rita Atzeri

Illustrazioni Nicolò Delpiano

Produzione Il Crogiuolo

Durata 60 minuti circa

Scheda artistica

Pinocchio si è trasferito. Non vive più in un piccolo paese della Toscana ma, come milioni di altri bambini, abita nell’hinterland di una grande città. Case, una uguale all’altra. Persone, una uguale all’altra. Abitudini, una uguale all’altra. Il burattino non è lui, ma tutti quelli che gli stanno attorno.

Dopo una giornata difficile, in una delle tante notti in cui fa fatica a prendere sonno, Pinocchio compie, in compagnia della Fata Bambina, un viaggio iniziatico nella città di notte. Ai due ragazzi appare un mondo sommerso, volutamente ignorato e tenuto ai margini. Incontrano drogati, ladri, poveri pensionati, operai, ragionano di Dio e parlano della mafia.

Lo spettacolo realizzato con la tecnica del teatro d’attore, si avvale dell’ausilio del teatro di figura, irrompendo nel mondo di Collodi, per raccontarci di una evasione. L’evasione dal conformismo, dai luoghi comuni, dalla monotonia. E dal brutto. Gli incontri che i due amici fanno riportano Pinocchio al suo passato di burattino e rendono ancora più netto e forte il contrasto con i tanti “Pinocchi” che esistono ancora oggi: bambini di carta e di legno, bambini inascoltati, messi alla catena, vittime del gatto e della volpe, di un mondo adulto che ha scordato la fiaba più bella.

Testi di riferimento: Carlo Collodi “Pinocchio”; Gianni Rodari – “La filastrocca di Pinocchio”; Gianluigi Toccafondo – “Le avventure di Pinocchio”; Antonio Ferrara “Pinocchio adesso”; Carlo Biglioli – “Pinocchio, canzoni con il naso lungo”; Leonardo Angelini – “Circo Pinocchio”; Fabian Negrin – “Occhiopin”; Silvano Agosti – “Il ritorno di Pinocchio”

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