Fucina Teatro – Perdasdefogu, Domusnovas, La Vetreria, Pirri
ottobre – dicembre 2018

Comunicato stampa

“Periferia Teatro” è questo il titolo della nuova rassegna de Il crogiuolo che da ottobre a dicembre 2018, animerà non solo la sala BanCri di Fucina Teatro al centro culturale La Vetreria di Pirri, ma anche il comune di Perdasdefogu e il centro Aias di Domusnovas.

Le Periferie sono da sempre centro d’attenzione per la compagnia fondata da Mario Faticoni, che proprio attraverso il decentramento culturale del suo spettacolo “La terra che non ride” riuscì, nei primi anni ’80, a costituire la dotazione tecnica della nascente compagnia stampacina.

Il lavoro periferico è cuore anche oggi dell’attività didattica de Il crogiuolo, “Periferia Teatro”, ospita infatti in apertura il riallestimento di una storica produzione de Il crogiuolo, “Borgo estatico” da Il giorno del giudiziondi Salvatore Satta. La riduzione di Mario Faticoni, il 5 ottobre, ore 19, nella chiesa di San Sebastiano a Perdasdefogu, prenderà vita grazie agli interpreti del gruppo di Lettura Animalibri, composto da Elisa Lai, Luca Lai, Jole Congiu, Michela Chilotti, Marcella Puddu, Mariano Carta, Francesca Lai, Mirella Martini, Pietro Murgia, Angela Giordano, Maria Antonietta Piras, Giuliana Lai con la partecipazioen straordinaria delle cantanti Ilaria Mulas e Alessia Corbeddu e delle pianista Anna Caral Lecca.. Il gruppo si costituisce tre anni fa grazie ai laboratori organizzati dalla Pixel Multimedia di Virginia Marci e condotti da Rita Atzeri. Tra la Pixel Multimedia, il gruppo animalibri ed Il crogiuolo prosegue anche grazie a questo lavoro un’importante collaborazione

La Nuoro descritta da Salvatore Satta, potrebbe essere, per le dinamiche umane e sociali descritte, ancora oggi, la fotografia di uno qualunque dei nostri paesi. Alla pagine de “Il giorno del giudizio” in apertura e chiusura di spettacolo verrà affiancata la lettura di due frammenti di lettere scritte da Satta alla moglie, tratte dalla recente pubblicazione della Ilisso, un modo per approfondire la conoscenza dello scrittore.

Il 6 ottobre, ore 21, la sala BanCri di Fucina Teatro, nel centro culturale La Vetreria di Pirri, ospiterà La Fabbrica illuminata con MADAME MARGUERITE, monologo tragi-comico per una donna impetuosa di Roberto Athayde traduzione di Mariella Fenoglio, in scena Elena Pau regia di Marco Parodi.

Un testo che ha rappresentato il cavallo di battaglia di mostri sacri in Italia e all’estero come Anna Proclemer (al festival di Spoleto, e poi a Roma e Milano, sempre in teatri esauriti), e a Parigi al Theatre de la Gaité di Mantparnasse da Annie Girardot, che lo ha ripreso anche a distanza di 26 anni dal suo debutto. Un magnifico monologo, che ha per protagonista Madame Marguerite, un’insegnante: e tuttavia nel delineare questa figura l’autore non pensa soltanto all’istituzione scolastica ma alle mille forme che può assumere l’autorità, alle coercizioni più sottili, alle strutture educative che non possono non essere impositive e verticali. L’aula di insegnamento rispecchia il potere della famiglia, il potere dello stato sui cittadini e, infine, quello dell’attore sul pubblico. Non a caso il testo fu scritto da Athayde quando in Brasile governava la dittatura militare.

Il 19 ottobre, ore 21, si torna a Perdasdefogu, negli spazi della bibliteca comunale, protagonista sempre ilgruppo di lettura Animalibri, che darà voce alle vignette di Persepolis di Marjane Satrapi, proiettate nei locali della bibliteca comunale.

La storia della ragazzina Marjane a Teheran dai sei ai quattordici anni. Sono gli anni della caduta del regime dello Scià Reza Pahlavi, del trionfo della Rivoluzione Islamica e della guerra contro l’Iraq. I suoi genitori, di larghe vedute, pur di garantirle un’adeguata istruzione e maturazione, non esiteranno a mandarla a Vienna, dove lei si scontrerà con l’incomprensione altrui proprio come nella sua città natale. È un ritratto indimenticabile delle contraddizioni di un paese e di come, attraverso l’ironia e le lacrime si possa vivere l’adolescenza confrontandosi con le assurdità, i compromessi, la solitudine e i distacchi.

Il 27 ottobre, ore 21, sala Bancri, Fucina Teatro, nel centro culturale La Vetreria di Pirri, debutta invece la terza produzione del 2018 dedicata da Il crogiuolo all’opera di Grazia Deledda, “Una ragazza del 1901”, adattamento testo e regia Piero Marcialis con i giovani Antonello Perseu, Francesca Perseu, Francesca Urpi.

Il lavoro che presentiamo col titolo “Una ragazza 1910” altro non è che l’unica opera per il teatro scritta da Grazia Deledda.

Il 28 ottobre, sempre alle 21, in scena “Antigone da Sofocle”, sala Bancri, Fucina Teatro, esito scenico del laboratorio permanente sul dramma antico, Sulle tracce di Edipo 1, diretto da Fausto Siddi), con ( in ordine alfabetico) Claudia Argiolas, Paola Biolchini, Stefano Carta, Luisa Cherchi, Adelaide Damu, Sergio Deidda, Angela Meloni, Carlo Onnis, Carla Orrù, Antonella Perrone, Federica Putzolu, Sarah Vacca – riduzione e regia Fausto Siddi.

Due gli appuntamenti a novembre dedicati agli ospiti del centro Aias di Domusnovas, una scelta a sfondo sociale, perché il teatro è e continui ad essere sempre dalla parte di chi né ha più bisogno: il 10 novembre, ore 10.30, lo spettacolo Fantastruk, di e con Maga Gascar ed il 17 novembre, ore 10.30, “Cheroché” della compagnia Teatro S’Arza, con Paola Dessì e Stefano Petretto diretti da Romano Foddai.

Nel primo caso gli ospiti del centro e le loro famiglie potranno condividere lo stupore dei piccoli per i giochi di magia e per l’illusionismo, nel secondo si intretterranno con letture animate da burattini e oggetti.

La rassegna si chiude il 24 novembre di nuovo a Fucina Teatro, sala Bancri con “Mistero Buffo” da Dario Fo, interpretato da Elisa Pistis.

Il suo “Mistero Buffo” non è e non vuole essere una copia del lavoro di Dario Fo, ma si snoda prima di tutto da un punto di partenza molto semplice: una donna che mette in scena, da sola, Mistero Buffo. La sua rielaborazione parte da una sensibilità femminile, che non esclude il lavoro del Maestro ma ha, per forza di cose, una direzione espressiva totalmente differente. Diversi sono inoltre i tempi in cui ci muoviamo e il contesto sociale del nostro presente: con questo Mistero Buffo, l’attrice, parte dall’esigenza di condividere una riflessione attuale su alcune dinamiche che ancora oggi, come allora, caratterizzano la nostra società.

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