Il NurArcheoFestival giunge alla sua decima edizione. Un traguardo importante e significativo per la rassegna teatrale organizzata dal Crogiuolo, che questanno dedicata a Cristiano Bandini, recentemente, e precocemente, scomparso. Un caro amico, giornalista, scrittore e intellettuale di primordine, una persona di raro rigore morale, di grande generosit e sapienza umana, sottolinea Rita Atzeri, direttrice artistica del Crogiuolo e anima del Festival. Lincontro con Cristiano Bandini – ricorda – risale agli anni in cui la compagnia fondata da Mario Faticoni metteva in scena al Teatro dellArco di Cagliari Aspettando Godot di Beckett. Con Giovanni Sanna curava lufficio stampa e la realizzazione di un piccolo giornalino informativo sullo spettacolo. Da quel momento lintelligenza e lo sguardo discreto e buono di Cristiano sono stati un dono prezioso che ha accompagnato, anche nella distanza, il nostro lavoro. Alla sua memoria il Crogiuolo vuole dedicare non solo il decennale del Nurarcheofestival ma anche, e in particolare, lo spazio scenico di Fucina Teatro nel centro culturale La Vetreria di Pirri: Si chiamer specifica Atzeri – Sala Teatro Bancri dedicata a Cristiano Bandini.

NURARCHEOFESTIVAL Intrecci nei teatri di pietra si fa di nuovo in due. La decima edizione della rassegna, come lo scorso anno, raddoppia, nel senso che al cartellone consueto, dove dal 3 agosto al 14 settembre la tradizione storica e culturale della Sardegna si sposer ancora una volta con il teatro in alcuni dei luoghi di maggior pregio archeologico dellIsola, si affiancher una programmazione che coinvolger dal 13 al 24 agosto diversi comuni con meno di tremila abitanti. Il NAF 2018 prosegue quindi nel solco del connubio fra cultura e turismo e si incontra con le linee dellAssessorato regionale del Turismo: combattere lo spopolamento dei piccoli centri attraverso le attivit culturali – spettacoli, visite guidate, tavole rotonde – per salvaguardare e valorizzarne il patrimonio materiale e immateriale.

Lo sforzo organizzativo e produttivo per i 10 anni del Nurarcheofestival stato veramente notevole, sottolinea Rita Atzeri, direttrice artistica della rassegna. Cinque sono le ospitalit nazionali, con altrettanti importanti attori della nostra scena teatrale: Iaia Forte, pi volte ospite del Festival, con Odissea Penelope; Isabella Carloni con il suo spettacolo dedicato alla pittrice Artemisia Gentileschi, Artemisia; Gianluigi Tosto – attore che da alcuni anni ha orientato il suo lavoro verso la narrazione e la recitazione poetica – che, dopo il successo dello scorso anno, ripresenta la sua Iliade; Matteo Belli – qualche anno fa la critica lo ha definito il nipotino di Dario Fo in scena con Perseverare humanum est; Paolo Panaro, narr-attore eccellente, che proporr Il viaggio di Ulisse (nelle precedenti edizioni del festival fra i protagonisti sono da annoverare interpreti come Maria Paiato e Laura Curino). Il cartellone si arricchisce anche della presenza di Caterina Murino, che proporr unintensa interpretazione di Canne al vento di Grazia Deledda, una nuova produzione del Crogiuolo, con testo e regia di Rita Atzeri, pensata appositamente per il NAF 2018. Il Crogiuolo partecipa, inoltre, alla produzione nazionale de La terra degli uomini toro di Marco Taddei e presenta altre due sue produzioni originali, Sa notti de Is Janas e Dalla luna ai menhir, su testo di Bepi Vigna.

Al centro del NurArcheofestival, quindi, con un cartellone particolarmente fitto, ancora soprattutto la cultura classica, attraverso la proposta di spettacoli dedicati al mito e allepica, e quella pi specificamente legata alla storia e alla tradizione letteraria sarda.

Il NurArcheoFestival – spiega Rita Atzeri, presidente del Crogiuolo (ha da due anni raccolto il testimone dal fondatore storico dellassociazione, Mario Faticoni) – nasce con lobiettivo di valorizzare il patrimonio archeologico, per favorire una conoscenza profonda della nostra cultura materiale e immateriale. Nel corso degli anni – prosegue Atzeri – abbiamo definito il NurArcheo come festival dal tempo lungo, perch gli appuntamenti che ne fanno parte prevedono, in taluni casi, escursioni naturalistiche, visite guidate ai siti, spettacoli teatrali al calar del sole e per chi volesse la possibilit di completare lesperienza con degustazioni o cena, perch la conoscenza di una terra passa anche attraverso la sua cucina. Altro punto di forza conclude Rita Atzeri la valenza di presidio culturale che il Nurarcheofestival riveste nel proporre le proprie iniziative e interventi, principalmente, in comuni al di sotto dei tremila abitanti: cos facendo intende offrire un contributo concreto alla lotta allo spopolamento delle zone dellinterno.

Il NAF si presenta alla sua decima edizione ancora di pi allinsegna dellecosostenibilit, del sostegno e del rispetto dellambiente. Parte, infatti, ufficialmente la campagna Adotta un alveare, e nei luoghi del festival sar possibile acquistare ottimo miele di eucalipto (per maggiori informazioni: https://nurarcheofestival.wordpress.com/2018/07/21/il-nurarcheo-festival-per-la-salvaguardia-delle-api/”https://nurarcheofestival.wordpress.com/2018/07/21/il-nurarcheo-festival-per-la-salvaguardia-delle-api/

NurArcheoFestival organizzato da Il crogiuolo, su idea e progetto di Rita Atzeri, con il sostegno degli Assessorati del Turismo e della Cultura della Regione Autonoma della Sardegna, e dei Comuni di Bitti, Gonnesa, Ilbono, Lanusei, Perdaxius, Portoscuso, Quartucciu, Sinnai, Talana, Tortol, Villagrande Strisaili, Villaverde, e in collaborazione con la Soc. Coop. Sistema Museo di Carbonia, il Menhir Museum di Laconi, lassociazione De Lacn, i Comuni di Barumini e Pau, il Museo dellOssidiana di Pau, le cooperative Irei, Istelai, La nuova luna, Bios, Esedra, lassociazione La casa del sorriso.

IL PROGRAMMA

Dalle Domus de Janas nel territorio di Carbonia alla necropoli di Montessu a Villaperuccio, dal Museo dei Menhir di Laconi e quello dellOssidiana di Pau al sito di Tamuli a Macomer, dal complesso nuragico di Romanzesu a Bitti ai nuraghi di Meana Sardo, Perdaxius, Talana e Tortol, allarea archeologica di Scer a Ilbono, dalla Casa Museo Zapata di Barumini ai siti archeologici di Lanusei e Villagrande Strisaili: ecco alcuni dei suggestivi palcoscenici che accoglieranno, dal 3 agosto al 14 settembre, il NurArcheoFestival, dislocati fra Ogliastra, Sulcis, Nuorese, Oristanese, Cagliaritano, in zone non sempre parte dei circuiti culturali convenzionali ma, nonostante la difficolt di intercettare un flusso rilevante di visitatori, sicuramente ad alta potenzialit turistica.

Si parte venerd 3 agosto, alle 20, a Carbonia, nelle Domus de Janas di Cannas di sotto con SA NOTTI DE IS JANAS, in prima nazionale, testo di Sabrina Barlini, voce recitante Isella Orchis, con Marta Gessa, Laura Zedda, Sara Manca, i costumi sono di Salvatore Aresu e Noemi Tronza, consulenza e supervisione per la lingua sarda di Anna Simbula Marras, supporto all’allestimento scenico di Alessandra Usai, una produzione de Il crogiuolo.

Sa Notti de Is Janas, una notte straordinaria in cui tutto pu succedere. E pu anche capitare di incontrare gli esseri che hanno abitato i nostri luoghi antichi in un tempo in cui tutto nella nostra isola era molto diverso, scrive nelle note di presentazione Sabrina Barlini. Una storia si srotola tra betili e rocce, dalle Domus de Janas, ci raggiunge riportandoci indietro. E, come per incanto, delle vesti bianche, delle presenze balzano da un passato lontano, testimoni di un tempo in cui gli uomini sapevano ancora vivere con le fate. Quel tempo in cui il suono dei loro telai riempiva boschi e campagne e produceva armonie capaci di vibrare con le stelle. In un tempo in cui tutto era divino, tutto cos pieno di universo, capita talvolta che accada un prodigio, a volte basta solo desiderarlo….

Alle 18.30 si svolger la visita guidata allarea archeologica a cura della coop. Sistema Museo.

Sempre il 3 agosto, ma alle 21.30, a Talana, nella Tomba dei Giganti Sa funtana e’ s’urgu, IL CINGHIALE DEL DIAVOLO, dallomonimo romanzo di Emilio Lussu, di e con Gianluca Medas, le musiche di Mauro Palmas e con la partecipazione dei Tenores Murales di Orgosolo.

Per comprendere meglio chi Lussu di fronte agli eventi pi significativi della guerra necessario conoscere una sua piccola opera che spiega la sua educazione nella societ di origine, quella di Armungia, e, in particolare, la scuola di caccia raccontata nelle pagine del Cinghiale del Diavolo, nelle quali Lussu si sofferma a lungo a descriverne le leggi consacrate dalla tradizione. Proprio obbedendo a queste regole, con la rinuncia ad abbattere il cinghiale pi grosso perch il capo-caccia gli ha ordinato di non farlo se lanimale gli si fosse presentato di fronte, Lussu tredicenne si guadagna lonore di entrare a far parte del patriziato dei grandi cacciatori.

E qui che il bambino Lussu impara quali sono le autentiche caratteristiche e qualit che un superiore, in senso morale, deve possedere. Esse sono tutte riassumibili nella figura del capo-caccia, del quale viene fornito nel racconto un mirabile ritratto: egli deve essere un ottimo tiratore, possedere unirreprensibile condotta morale, deve avere un ottimo senso dellorientamento per prevedere esattamente landamento della battuta. I suoi ordini esigono lobbedienza assoluta. Nella narrazione di Medas, accompagnata dalle musiche di Palmas e dal coro Murales di Orgosolo, la battuta di caccia si trasforma in unoccasione per ribadire i segni e tutte quelle consuetudini che esaltano la comunit. Non si cacciatori per sparare, ma per introdursi all’interno di un mondo altro nel quale la lealt, l’obbedienza, la disciplina sono necessarie alla riuscita di unazione.

DALLA LUNA AI MENHIR, il titolo dell nuova produzione del Crogiuolo che venerd 10 agosto va in scena alle 20, in prima assoluta nazionale, a Macomer, nellarea archeologica di Tamuli. Il testo di Bepi Vigna, con Rita Atzeri voce recitante, accompagnata dalle launeddas di Nicola Agus. Un breve viaggio allinizio della storia, per raccontare la pi grande rivoluzione del periodo Neolitico: linvenzione del linguaggio e quindi del narrare. Il Neolitico un periodo in cui lumanit fa importanti passi avanti nella via del progresso: se prima ci si procurava da mangiare soltanto cacciando e raccogliendo i frutti e le radici, ora si inizia a praticare lagricoltura e lallevamento degli animali. Inoltre, si impara a lavorare largilla e a creare oggetti di ceramica. Non ci si veste pi solo con pelli di animali, ma si impara a tessere il lino e altre fibre ricavate dalle piante. Il Neolitico quindi la prima grande rivoluzione quando il mondo inizia a cambiare veramente per opera delluomo, scrive Bepi Vigna. Nelle societ matriarcali del Mediterraneo inizia lavventura dellumanit, ma presto la Dea lunare e i miti che ad essa si ricollegavano vengono sopraffatti dagli dei della guerra. I valori di un mondo al femminile cedono il passo al patriarcato.

Tuttavia qualcosa di quellancestrale retaggio ancora vivo. Quello che viene fuori un racconto del mondo primitivo in cui il magico e il fantastico erano una parte importante della realt quotidiana; un percorso alle origini della civilt, dalla dea madre ai menhir.

Alle 18.30 seguir la visita guidata al sito a cura della coop. Esedra.

Il giorno dopo, l11, alle 19.30, a Villagrande Strisaili, nell area archeologica di SArcu e is forros, DONNE AL BIVIO di Villagrande, un atto unico scritto e diretto da Enzo Parodo, con Anna Pia, Fulvia Ibba, Massimo Muscas, gli arrangiamenti musicali di Massimo Muscas e i testi delle canzoni di Giampaolo Loddo, Anna Pia, Fulvia Ibba, Massimo Muscas (produzione La Maschera).

Una performance teatrale tra commedia musicale e cabaret. Tre donne, una camionista, una cameriera quasi cieca e una bigotta tutta casa e chiesa, si ritrovano casualmente a un bivio stradale. Tra le tre nasce una amicizia cementata dalla loro condizione di single. Questo incontro sar loccasione per mettere in luce caratteri molto diversi tra di loro. Uno spettacolo tutto al femminile, dai toni esilaranti, condito da otto parodie canore che danno un tocco di leggerezza.

Alle 18.30 la visita guidata al sito a cura della coop. Irei.

Sempre l11, alle 20, ancora in scena SA NOTTI DE IS JANAS, a Talana, al Nuraghe Bau e tanca. Alle 21 seguir un laboratorio del gusto e una degustazione prodotti tipici.

IL NAF SI FA ANCORA IN DUE: IL PROGRAMMA NEI PICCOLI COMUNI

Come detto in apertura, il NurArcheoFestival anche questanno ha messo in campo, in accordo con lAssessorato regionale del Turismo, una rassegna nella rassegna, che dal 13 al 24 agosto coinvolger diversi comuni con meno di tremila abitanti: Laconi, Pau, Meana Sardo, Perdaxius, Barumini, Bitti, Allai, Villaperuccio. Sposando cultura e turismo, lobiettivo quello di combattere lo spopolamento dei piccoli paesi attraverso le attivit culturali per salvaguardare e valorizzarne il patrimonio materiale e immateriale.

Uno degli appuntamenti pi attesi CANNE AL VENTO, paesaggi sonori, una nuova produzione del Crogiuolo liberamente ispirata al romanzo di Grazia Deledda, pensata appositamente per i 10 anni del Nurarcheofestival, con protagonista Caterina Murino, voce recitante, testo e regia di Rita Atzeri, in scena luned 13 agosto, alle 22, al Menhir Museum – il Museo della statuaria preistorica in Sardegna di Laconi (alle 21.30 si terr la visita guidata al Museo). La Murino sar accompagnata dalle musiche originali di Franziscu Medda Arrogalla e dal coro composto dalla stessa Atzeri, Gisella Vacca, Alessandra Leo, Manuela Ragusa.

Canne al vento il romanzo che valse alla Deledda il Premio Nobel per la letteratura nel 1926. Narra le vicende della famiglia Pintor: padre, madre e le quattro figlie (Ruth, Ester, Noemi e Lia) che abitano in un villaggio sardo, chiamato Galte. Si tratta di una famiglia di origine nobile, dove le donne si dedicano ai lavori domestici e sono costrette a sottostare alla volont di un padre prepotente, che si preoccupa solo di mantenere il prestigio e la reputazione della sua famiglia agli occhi della comunit isolana. Insieme a loro il fedele servitore Efix, un uomo tormentato dal senso di colpa per un antico delitto. Solo Lia si ribella a questa condizione di mestizia malinconica, trasgredendo le regole imposte dal padre Don Zame, che descritto come un uomo cupo e violento, paragonato al diavolo. Lia decide quindi di fuggire dalla Sardegna e approda a Civitavecchia. Don Zame impazzisce per il disonore e tenta invano di inseguirla.

La fragilit umana – gli uomini e le donne sono visti come esseri fragili, piegati come canne al vento – lamore, lonore, la povert, lamara consapevolezza di un destino gi segnato, sono alcuni fra i temi che emergono dalla lettura del testo. Sullo sfondo il paesaggio sardo, visto come un mondo senza tempo e pervaso da una sorta di mistero. La Deledda descrive lamata Sardegna, soffermandosi da una parte sulla staticit delle antiche usanze e rilevandone dallaltra il rapido sviluppo industriale e tecnologico. E si diletta a scrivere sia in lingua italiana che in lingua sarda, utilizzando molto spesso termini dialettali.

Lo spettacolo ha l’impianto dell’oratorio per voce recitante e coro, ed sospeso fra il tempo passato e quello moderno e contemporaneo. Alla voce narrante di Caterina Murino sono affidati gli estratti del romanzo della scrittrice nuorese premio Nobel, un fermo immagine su una Sardegna di un passato ormai remoto, che giunge a noi, oggi, grazie agli ambienti naturali, che si riusciti a preservare e mantenere incontaminati. Una Sardegna arcaica, che i moderni viaggiatori ricercano quando sbarcano sulla nostra terra, affiancando spesso a questa immagine anche idee stereotipate sul sardo e sulla sardit: dal porceddu all’ospitalit ad ogni costo. Al coro affidato il compito di raccontare la mutazione paesaggistica e antropologica, che dalla Sardegna dei primi del Novecento ci conduce al duemiladiciotto, attraverso una storia di mancati riconoscimenti e falsi miti, passando attraverso il fallimento di due piani di rinascita, la fede nel nuovo Dio Petrolio, l’impianto dell’industria bellica (basi militari, Rwm di Domusnovas), i problemi dell’occupazione, il sogno di un’isola museo che rilancia la sua ecomomia e vive di turismo, l’emigrazione dei nostri nonni e l’accoglienza dei migranti. A Franziscu Medda Arrogalla il compito di creare una partitura sonora che riporti al tempo presente la Sardegna arcaica immortalata dalla Deledda, per affiancarla, fonderla, con sonorit contemporanee.

Lo spettacolo del Crogiuolo verr ospitato il 9 agosto al Teatro Romano di Nora, nellambito della Notte dei Poeti (seguir una breve tourne nell’Isola).

Il 14, alle 19, sempre a Laconi, ma al Parco Aymerich, GOCCE DI FUOCO, di e con Dario Buonanno (una produzione Teatro del Sottosuolo). Uno sciamano stregone accompagna gli spettatori in questo viaggio senza tempo, in cui il fuoco, uno degli elementi che da sempre affascina e contemporaneamente spaventa lessere umano, diventa protagonista di una storia magica dove tutto si trasforma e prende nuova forma.

Dal 2002 Dario Buonanno (Darbo) studia e pratica la giocoleria ( laureato in Scienze motorie allUniversit di Cagliari e pratica discipline orientali, come il kung fu e il tai-chi). Dopo aver iniziato nel 2006 le sue esperienze nellambito delle arti sceniche, negli ultimi anni si specializzato nella giocoleria infuocabile, da cui prende vita Gocce di fuoco, il suo primo spettacolo interamente dedicato ad uno dei 4 elementi naturali.

Alle 18 lescursione naturalistica nel Parco a cura dellassociazione De Lacon.

Ferragosto in compagnia di PERSEVERARE HUMANUM EST (Piccolo mosaico di storie bibliche e moderne) di e con Matteo Belli, grande affabulatore sulle orme di Dario Fo, e le musiche originali di Paolo Vivaldi. Lappuntamento, una prima regionale, fissato per mercoled 15 agosto, alle 22, a Laconi, al Menhir Museum. Lo spettacolo si presenta, secondo quanto recita il sottotitolo, come un insieme di storie legate dal filo rosso dell’eterno ritorno di alcuni aspetti del comportamento umano. Si inizia con una chiacchierata tra la mamma di No e quella di Mos relativa ai problemi dei rispettivi figli, si arriva alla storia di una generazione nata intorno alla met degli anni ’60, emblematizzata nella figura di un antieroe come Massimo Piloni, eterna riserva di Dino Zoff nella Juventus dei primi anni ’70, e si chiude con la pi antica di tutte le storie: la divertita e malinconica rievocazione di un inedito paradiso terrestre.

Nell’arco di circa un’ora e mezza Matteo Belli, che prosegue la sua ricerca espressiva affabulatoria, interpreta una sessantina di personaggi e una ventina di parlate diverse tra lingue, dialetti e grammelot, utilizzando un repertorio di strumenti antichi e moderni, nel tentativo di ritrovare i principi di un linguaggio popolare che sempre e comunque sia in grado di premiare la sensibilit e l’intelligenza dello spettatore.

Il giorno successivo, il 16, alle 22, ancora in scena DALLA LUNA AI MENHIR, questa volta al Menhir Museum di Laconi. Il testo di Bepi Vigna verr sempre recitato da Rita Atzeri, che sar per accompagnata dallarpa di Roul Moretti. Lo spettacolo sar preceduto alle 21.30 dalla visita guidata al Museo.

LA TERRA DEGLI UOMINI TORO la mise en scne che viene presentata in prima regionale il 17 agosto, alle 22, al Museo dellOssidiana di Pau. Di e con Marco Taddei (nel 2005 si diplomato alla Scuola di recitazione del Teatro Stabile di Genova) e la performer visiva Erika Sambiase (produzione Compagnia Nim, Baba Jaga, Il crogiuolo), narra la storia di una bambina di nome Dentina che intraprende un viaggio per salvare il suo paesello, minacciato dall’Uomo-senza-braccia e dal suo esercito. Nel suo cammino incontrer sassi e alberi parlanti, corvi gracchianti, topi astuti e spiriti della palude. Si ritrover in un mondo distrutto dal cemento e dalle fabbriche e, armata della sua infinita volont, porter la pace nella sua terra. Ad aiutarla ci saranno tanti amici e tre oggetti magici donati da sua mamma Nicetta: una pietra nera, un coltello d’oro e una piccola sedia di ginepro.

Il testo stato pensato come una favola contemporanea. Tenendo a mente la lezione di Andersen e dei fratelli Grimm, Taddei ha studiato il processo d’immaginazione e di gioco presente nelle fiabe popolari e i messaggi che possono portare a chi le ascolta. La storia viene narrata con il supporto della performance dal vivo di un’artista visuale che produce, seguendo la musica e la parola, segni e colori ispirati allo stato emotivo delle situazioni rappresentate.

Alle 21.30 la visita guidata al Museo (solo su prenotazione lescursione naturalistica al sentiero Sa Pedra Corbina).

Ancora il 17, ma alle 20 e al Nuraghe Nolza di Meana Sardo, SA NOTTI DE IS JANAS, il testo di Sabrina Barlini con Isella Orchis voce recitante (alle 18.30 prevista la visita guidata al sito).

Il 18 agosto arriva a Laconi, al Museum Menhir, Iaia Forte, alle 22, con il suo ODISSEA PENELOPE. Lo spettacolo ha una portata affabulatoria che si radica nellimpegno civile. Unattrice di grande talento e temperamento diventa cos interprete di tutte le istanze del mondo femminile, alternando momenti di riflessione, ironia e drammaticit. Penelope, pensando alle vicende di Troia baluardo dellAsia minore, non pu non riflettere su un conflitto etnico di scottante attualit come quello tra Oriente e Occidente. Odissea Penelope rivendica il diritto della donna ad affermare unidentit personale che non pu essere decisa a priori da nessun sistema culturale, seppure fondato su una tradizione millenaria. Penelope, in questa nuova visione che va al di l di Omero,

pur rimanendo una donna che ama Ulisse, leroe del mito, discute con lucidit tutti gli aspetti oscuri del celebre inventore del cavallo di Troia. Ascrive a se stessa il diritto di poter parlare degli orrori della guerra, che non risparmiano nemmeno i bambini, come testimonia la morte orrenda del piccolo Astianatte ad opera dello stesso Ulisse, che ne decide linfausta sorte scaraventandolo gi dalle mura di Ilio. La guerra non pi dunque cosa da uomini ma viene rivelata in tutta la sua stupidit e inutilit dalla denuncia civile di Penelope, che si rende consapevole di aver sposato un assassino inventore di ordigni di morte. Il rapporto con la contemporaneit bruciante e immediato: il cavallo di legno non dissimile infatti dalle tante invenzioni disumane che hanno invece dilaniato bambini di tutto il mondo. La drammaturgia si snoda quindi tra diversi motivi: la solitudine della donna che deve gestire un mondo che non conta di fronte al potere sociale, politico, economico, di una societ fondata dagli e sugli uomini; la violenza e la sopraffazione che le parti sociali pi deboli sono costrette a subire; la memoria, che in questo caso Penelope costretta suo malgrado a tramandare perch nessuno possa dimenticare.

Alle 21.30 la visita guidata al Museo.

Stesso giorno, il 18, alle 22, al Nuraghe Camboni di Perdaxius va di nuovo in scena LA TERRA DEGLI UOMINI TORO. Ricco il programma collaterale: alle 18 il battesimo della sella; alle 18.30 la visita guidata al Nuraghe Camboni; dalle 18 alle 20, su prenotazione, per i pi esperti una passeggiata a cavallo nel circondario, a cura dellassociazione La Casa del Sorriso; alle 20.30 cena su prenotazione.

Il 19 agosto, alle 22, a Laconi, al Menhir Museum, NATA FEMMINA, regia di Giuseppe Ligios, con Stefania Ambroggi, Maria Antonietta Caria, Elisabetta Dettori, Francesca Dettori e Silvia Ruiu, Emidio Salvio (piano) e Gianfranco Salvio (chitarra), produzione Teatro dInverno.

Donne che si raccontano e si confrontano tra monologhi e musica, un viaggio tutto al femminile fra ironia e quotidianit. Cinque donne, cinque storie, cinque mondi visti con sguardo critico, forse cinico e irriverente, attraverso una selezione di testi che attinge alle opere di attrici-autrici come Franca Rame, Lella Costa, Gloria Caliern Kellet, Azzurra D’Agostino, Serena Dandini.

Alle 21.30 la visita guidata al Museo.

Sempre il 19, alle 22, LA TERRA DEGLI UOMINI TORO, di e con Marco Taddei ed Erika Sambiase,

a Barumini, al Museo Casa Zapata.

SONA, CANTA E BADDA – Un viaggio etnografico nella Sardegna lo spettacolo che il 20 agosto, alle 19.30, animer larea archeologica di Romanzesu a Bitti. Produzione del Crogiuolo appositamente realizzata per l’Assessorato regionale del Turismo, una sorta di biglietto da visita, una sintesi delle nostre tradizioni. La voce recitante quella di Monica Zuncheddu, in scena anche ballerini di ballo sardo, accompagnati dallorganetto di Efisio Puddu. Sona, canta e badda lo spettacolo della festa. Un omaggio alla tradizione sarda, alla sua musica, ai balli di piazza, alle sue leggende. Pensato per essere rappresentato nei siti archeologici, favorisce lo spostamento del pubblico, guidato volta per volta dalla musica a raggiungere le diverse stazioni sceniche. La voce recitante della Zuncheddu fa vivere janas, giganti, surbiles, diavoli, streghe, panas, tutto il popolo degli abitanti oscuri dei nostri paesi.

Alle 18.30 la visita guidata al sito a cura della coop. Istelai.

Il giorno seguente, il 21 agosto, alle 22, va in scena, in prima regionale, IL VIAGGIO DI ULISSE – Itinerario poetico letterario attraverso il mito, ospitato al Menhir Museum di Laconi.

Paolo Panaro (lo scorso anno ha portato al NAF Il racconto di Enea, adattato dall’Eneide di Virgilio), bravo attore pugliese, allievo di Orazio Costa, con diverse importanti esperienze alle spalle (con Luca Ronconi, per esempio), regista e interprete dello spettacolo, tratto dai testi di Omero, Ovidio, Plutarco, Nonno di Panopoli.

Il mito di Ulisse, re di Itaca, viene ripercorso dai giorni della giovinezza fino alla sua morte per mano del figlio Telegono (frutto dellamore con Circe), passando per il suo rifiuto di partire in guerra e la finzione della sua pazzia; linimicizia verso il saggio Palamede e i dieci anni dellassedio di Troia; lastuzia del cavallo di legno e, infine, le sue peripezie per il Mediterraneo. Nel Viaggio di Ulisse viene ricostruito il mito fondante della cultura occidentale attraverso il racconto di Omero ma anche le parole di altri poeti, in aperto dissenso coi fatti narrati nellIliade e nellOdissea.

Alle 21.30 in programma la visita guidata al Museo.

Sempre il 21, al Museo Civico di Allai, alle 19, HOPE! HOPE! HOPL, di e con Vincenzo Derosa e Pasquale Imperiale (produzione Teatro del Sottosuolo). Il duo di clown I Nipoti di Bernardone in questo lavoro si confronta con la semplicit piena di speranza, quella che porta stupore e meraviglia, invitando il pubblico a viaggiare l dove limmaginazione e le piccole magie

sono realt. E la sorpresa data da un cappello che sembra volare, da una giostra di fuoco, dalla velocit di un numero acrobatico che locchio non pu svelare, dalla poesia racchiusa in un gesto, dalla risata che scoppia incontrollata per unazione improvvisa delluno o unespressione dellaltro.

I giochi tradizionali della clownerie e le tecniche della giocoleria e dellacrobatica intrecciano insieme i fili di uno spettacolo strutturato ma aperto alle improvvisazioni del qui e ora del teatro di strada. Alle 18.30 la visita guidata al Museo.

Il 22 agosto, alle 22, il Museo Civico di Allai accoglier invece IL VIAGGIO DI ULISSE di Paolo Panaro (alle 21.30 la visita guidata al Museo).

Il giorno dopo, il 23, alle 22, BIANCO E NERO, al Museo dellOssidiana di Pau. Di Lorenzo Fasolo, con Beppe Dettori (ex voce solista dei Tazenda), la regia di Andrea Lucattelli (produzione KaosLab), Bianco e Nero racchiude immagini, parole e suoni della Sardegna. Una terra antica, centenaria, cos come centenari sono i protagonisti di questo racconto. Le musiche di Beppe Dettori e le fotografie di Luigi Corda si uniscono nellomaggio ai pi longevi testimoni sardi del XX secolo, che, nei loro volti e nelle loro anime segnate dal tempo, custodiscono il segreto dellelisir di lunga vita. Le immagini e le storie proiettate trovano espressione attraverso le musiche e le parole di Dettori. La familiarit dei volti e la saggezza dei centenari vengono rivelate nella semplicit disarmante delle loro parole che, emergendo come ricordi alle spalle del musicista, permettono la nascita nello spettatore di uno stato emotivo intenso e primordiale.

Alle 21.30 visita guidata al Museo (su prenotazione lescursione naturalistica al sentiero Sa Pedra Corbina).

Lo spettacolo sar preceduto alle 18, nel Museo dellOssidiana, dalla tavola rotonda MUSEI E IMMAGINARIO – I Luoghi dell’immaginare anche per immagini, aperta alle realt museali dell’Isola, con particolare attenzione agli enti di promozione e divulgazione culturale della Marmilla. Finalizzato a dare voce a chi, a vario titolo, si occupa di comunicazione di un territorio e delle sue risorse caratterizzanti, il confronto incentrer la riflessione sul tema del Visivo e del Visibile, sulla potenza dell’Immagine, quando l’espressivit artistica viene veicolata dal teatro, dal cinema, dalla fotografia, di cui i musei e, pi in generale, i luoghi della cultura si fanno spesso portatori, non sempre con una adeguata consapevolezza.

Sempre il 23 agosto, alle 20, SA NOTTI DE IS JANAS verr presentato a Villaperuccio, nellarea archeologica di Montessu. Alle 18.30 la visita guidata del sito a cura della coop. Sistema Museo.

La rassegna nella rassegna, pensata in accordo con lAssessorato regionale del Turismo, si concluder il 24 agosto, quando Isabella Carloni, attrice, cantante e autrice teatrale, porter in scena al Menhir Museum di Laconi, alle 22, la prima regionale del suo spettacolo ARTEMISIA, un viaggio intorno alla figura della pittrice Artemisia Gentileschi a partire dalla Cleopatra, appartenente alla collezione Cavallini-Sgarbi. L’opera del 1620. E’ un ritratto spoglio, la figura quasi sgraziata rispetto ai canoni tradizionali, niente affatto eroica: un dipinto audace, emblematico della forte personalit della pittrice, del suo genio creativo e, come tutta la sua produzione, della sfida lanciata al suo tempo e ad ogni imposizione.

La drammaturgia firmata dalla Carloni non solo ripensa scenicamente la figura e lopera della Gentileschi, ma si interroga anche sullidea stessa di rappresentazione, che coinvolge la pittura quanto larte performativa. Nel gioco scenico lattrice ricerca assonanze e provocazioni nel mondo di Artemisia, nelle sue tele, nella sua storia, nella sua leggenda: entra nellatelier della pittrice, gioca con la modella che presta il suo corpo allartista, indaga il soggetto del quadro stesso, la regina dEgitto. Una raffinata messa in scena, dal forte impatto visivo, un omaggio alla passione per il lavoro artistico, che nella figura di Artemisia si fa strumento di libert ed espressione di s.

Alle 21.30 la visita guidata al Museo.

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Il NurArcheoFestival, nella sua programmazione consueta, si incrocer con la rassegna studiata per i comuni con meno di tremila abitanti. Il 18 agosto, alle 20, PERSEVERARE HUMANUM EST, di e con Matteo Belli, verr proposto a Villagrande Strisaili, nellarea archeologica S’Arcu e is Forros (alle 21.30 la visita guidata a cura della coop. Irei), mentre il 20, alle 20, LA TERRA DEGLI UOMINI TORO approder a Lanusei, nellarea archeologica Selene.

Il NAF 2018 prosegue il 25 agosto a Solanas (Sinnai), alla Torre arena, dove alle 20 andr in scena DEINAS, testo di Clara Murtas e regia di Rita Atzeri, con Alessandra Leo, Manuela Ragusa, la stessa Atzeri (e con Patrizia Littera, Marta Gessa, Daniela Vitellaro, Claudia Argiolas, Stefania Pusceddu, Angela Meloni). Una sintesi dei miti della Dea madre, dei miti classici greci e degli elementi loro espressione allinterno della cultura popolare sarda. Con il nome di Deinas la tradizione popolare dei paesi della Barbagia indica le indovine, alle quali attribuisce relazioni con il mondo occulto e quindi divino. E tra le isole mediterranee, la Sardegna, terra del mito della Grande Madre, forse quella che ha conservato nel presente le tracce pi profonde del sentimento di venerazione per il divino femminile. Le attrici si fanno narratrici e interpreti delle manifestazioni del femminile nella cultura mediterranea: si incontrano, si scontrano, utilizzando i testi dei miti della creazione, da quelli pi antichi a sfondo materno a quelli olimpici e, ancora, ai miti archetipici della drammaturgia greca. Con toni a tratti ironici o tragici, spaziando dai classici greci alle tradizioni popolari sarde, raccontano le radici e i frutti di una cultura che dal dominio della Dea Madre pass a quello degli Dei dellOlimpo in Grecia e al Sardus Pater in Sardegna.
Alle 18.30 prevista unescursione naturalistica a cura della coop. Bios.

Il 31 agosto, alle 22, sar lex Tonnara Su Pranu di Portoscuso ad ospitare la festa di SONA, CANTA E BADDA.

Gianluigi Tosto, dopo il successo dello scorso anno, riporta in scena al NAF, il 1 settembre, alle 20, la sua ILIADE, a Tortol, nellarea archeologica di SOrtali e su Monte. Lattore allievo di Orazio Costa, con allattivo molte esperienze e collaborazioni importanti (ha studiato anche danza moderna), da alcuni anni ha orientato il suo lavoro verso la narrazione e la recitazione poetica, ponendo molta attenzione alla musicalit del verso e della parola e alla loro relazione con la musica arcaica strumentale. In questo contesto rientrano gli spettacoli sui poemi omerici, Iliade e Odissea, e sul poema virgiliano, Eneide, che costituiscono la trilogia Il Canto e la Memoria.

Nell’Iliade di Omero (la traduzione utilizzata soprattutto quella di Vincenzo Monti, forse la pi evocativa secondo Tosto), i sentimenti non conoscono mezze misure e da tale integrit scaturisce la struttura netta, decisa, a tinte forti, della narrazione. L’ira di Achille, la superbia e l’arroganza di Agamennone, la celebrazione della potenza dell’esercito greco, la cruenza delle battaglie, lo slancio giovanile di Patroclo, l’eroismo di Ettore, il dolore di Priamo: tutto assume dimensioni epiche e un sapore ancestrale, quasi primitivo, ogni situazione esprime un sentimento nella sua totalit.

La voce dell’attore incarna i personaggi omerici ed esprime emotivamente i ritmi della narrazione. Il suono di guerra del djemb accompagna la lite fra Achille e Agamennone; mazze di ferro ritmano le cruente battaglie fra i due eserciti; il gong annuncia l’intervento sempre decisivo degli dei; i campanellini indiani fanno emergere dal mare Teti, la madre di Achille, e la innalzano in cielo al cospetto di Giove; la ciotola tibetana evoca il sogno di Agamennone o celebra le esequie funebri di Ettore.

Alle 18.30 la visita guidata al sito a cura della coop. Irei.

ILIADE verr proposto il 2 settembre, alle 22, anche al Nuraghe Seruci di Gonnesa (un unico biglietto di 10 euro comprender la visita guidata al nuraghe e lo spettacolo).

Sempre il 2, alle 20, DEINAS verr rappresentato a Ilbono, nellarea archeologica di Scer (alle 18.30 la visita guidata a cura della coop. Irei).

SONA, CANTA E BADDA torna l8 settembre, alle 20, questa volta a Villa Verde, nel complesso nuragico di Brunke sOmu (loc. Mitza Margiani), mentre il giorno dopo, il 9, sar DEINAS a sbarcare alle 20 a Quartucciu, nella necropoli punico-romana di Pill e Matta. Alle 18.30 la visita guidata al sito.

Il Nuraghe Seruci di Gonnesa ospiter il 13 settembre, alle 22, DALLA LUNA AI MENHIR, il testo di Bepi Vigna recitato da Rita Atzeri (un unico biglietto di 10 euro comprender la visita guidata al nuraghe e lo spettacolo).

Il sipario sul fittissimo calendario della decima edizione del Nurarcheofestival caler il 14 settembre, alle 22, a Talana, in localit Su Lompathu, dove andr in scena MULAN, testo e regia di Rosalba Piras, con Tiziano Polese, Luana Maoddi (che cura anche le coreografie), Ulisse Badas, costumi di Salvatore Aresu (produzione Abaco Teatro).

Lo spettacolo prende le mosse da unantica storia cinese che narra le avventure di una giovane di nome Mulan (nella memoria dei pi piccoli il film di animazione della Disney), che visse nel 400 d.C. fingendo di essere un ragazzo, per potersi arruolare nellesercito dellimperatore al posto del proprio padre malato. Divent unabile guerriera/o e grazie alle sue gesta coraggiose divent uneroina nazionale. La storia narrata da un simpatico viaggiatore, una specie di Marco Polo, che guida lo spettatore alla scoperta del mondo affascinante dOriente e dei protagonisti della storia di Mulan. Che dovr affrontare e superare diverse difficolt: incontrer il vento, un leone, i nemici, verr ferita e salvata dal suo Comandante. Tutti la crederanno un uomo per dodici anni, ma un giorno Nello spettacolo video, drappi e soprattutto il Kung Fu, larte marziale di cui Ulisse Badas (sue le coregrafie dei combattimenti) campione internazionale.

A seguire e in chiusura di serata un laboratorio del gusto e degustazione di prodotti tipici.

Contatti:
Bitti: coop. Istelai 333 3211346 – coop.istelai@tiscali.it
Laconi, Menhir Museum: 0782 693238 – info@menhirmuseum.it
Pau, Museo dell’Ossidiana: 0783 934011 – info@museossidiana.it
Perdaxius, La casa del sorriso: 342 1639514
Villaperuccio: 345 7559751 – carbonia@sistemamuseo.it

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Il crogiuolo, Spazio Fucina Teatro,
Centro culturale La Vetreria – Cagliari Pirri
Per informazioni: tel. 070 0990064 – 334 8821892
www.ilcrogiuolo.eu
info@ilcrogiuolo.eu
ilcrogiuolo@gmail.com

Direzione artistica Rita Atzeri

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