Fucina Teatro – La Vetreria, Pirri
Gennaio –  Marzo 2018

Comunicato stampa

Dopo l’anteprima della scorsa settimana, prende il via ufficialmemte  GIRO DI VITE – Memoria Società Teatro, titolo e sottotitolo a voler significare un carosello di temi e vicende esistenziali, diversi fra loro, in una giostra dedicata al teatro sociale e della memoria. E nella nuova rassegna del Crogiuolo, sotto la direzione artistica di Rita Atzeri, irrompe il dramma della Shoah, in occasione della Giornata della Memoria.

 

Sabato 27 Gennaio, alle 21 allo spazio Fucina Teatro della Vetreria di Pirri, va in scena LETTERA ALLA MADRE, tratto dal romanzo della scrittrice ungherese Edith Bruck, adattamento e regia di Alessandra Bedino, con la stessa Bedino, regista, autrice e attrice teatrale torinese ma di stanza ad Arezzo, e la musica dal vivo di Claudia Bombardella, compositrice, polistrumentista, cantante, nata a Lussemburgo.

 

“Cara madre, carissima madre, madre adorata, madre sconosciuta, madre sempre in collera, madre di tanti figli, madre cenere, madre… Come posso chiamarti? Non le ho mai scritto… Scrivere a una morta è da pazzi”. Edith Bruck, nel 1988, al culmine della sua carriera di scrittrice e regista, inizia a scrivere una lettera a sua madre, morta ad Auschwitz nel maggio del 1944. Una donna ferita e allo stesso tempo invincibile, che ancora si interroga sul proprio destino di bambina ebrea trascinata a forza nei lager (Auschwitz, Dachau e Bergen-Belsen) e sopravvissuta ai suoi cari, su un Dio che sembra essere sempre troppo lontano, su uno Stato, quello d’Israele, che sembra non aver imparato niente dalla sua stessa storia. E’ una lunga impossibile lettera, quasi cinquant’anni dopo. Un atto d’accusa e una disperata richiesta d’amore, fra lite e riconciliazione, ribellione e preghiera.

 

“E’ un dialogo postumo, un dialogo mancato nell’infanzia, perché la figura materna per me è molto importante, perché da bambina mi sentivo incompresa, ferita, non amata”, ha dichiarato la Bruck in un’intervista. “Io allora non capivo perché mia madre non ci dava retta, oggi lo capisco…  Era una donna disperata con tutti quei figli affamati che chiedevano e lei non poteva dare nulla… Sicuramente avevo bisogno di ricostruire il nostro rapporto, rappacificarmi con lei e con me stessa bambina ferita”.

 

Edith Bruck nasce in un piccolo villaggio ungherese ai confini con l’Ucraina in una numerosa e poverissima famiglia ebrea. Dopo l’internamento da bambina in alcuni campi di concentramento nazisti (Auschwitz, Dachau e Bergen-Belsen), come racconta nelle sue memorie, persi i genitori a 12 anni, vive viaggiando in diversi Paesi europei, dove fa la ballerina, la modella, insieme ai lavori più svariati. Si stabilisce per alcuni anni in Israele e poi dal 1954 in Italia, dove conosce Montale, Ungaretti, Luzi e stringe amicizia con Primo Levi, che la sollecita a ricordare la Shoah. A Roma inizia un lungo sodalizio sentimentale e artistico con il poeta e regista Nelo Risi e inizia a scrivere adottando la lingua italiana. Collabora con alcuni giornali, fra cui Il Tempo, il Corriere della Sera e Il Messaggero, intervenendo sui temi dell’identità ebraica e della politica di Israele. Le sue opere sono pubblicate da Lerici, Guanda, Longanesi, Marsilio, Bompiani.

 

Proseguono, sempre in occasione della Giornata della Memoria, anche le repliche di IN UN CIELO DI STELLE GIALLE BIANCHE FARFALLE – La Shoah spiegata ai bambini (una produzione del Crogiuolo). Prossimo appuntamento il 6 febbraio con un matinée per le scuole nello spazio Fucina Teatro, alle 11.30. La regia è di Rita Atzeri, con Marta Gessa e Antonio Luciano.

 

JAGO, IL GRANDE MANOVRATORE è invece il titolo dello spettacolo che va in scena Domenica 28 Gennaio, alle 17.30 (Fucina Teatro), liberamente ispirato all’Otello di Shakespeare, testo e regia di Rita Atzeri, con Luca Lai e Sergio Deidda. Una rilettura dell’opera del Bardo di Stratford on Avon. Jago è in carcere per l’omicidio di sua moglie Emilia. In cella insieme a lui un pover’uomo, labile di mente, che subisce la sua influenza e finisce per fargli da inserviente. Jago rivive i momenti salienti della tragedia: rabbia e odio non lo abbandonano, per lui non c’è pace. Nel ricordo che si fa vivido, e che Jago vive come presente, tutti i suoi interlocutori, da Roderigo a Desdemona, da Emilia a Otello, appaiono per quello che sono, burattini nelle mani di un grande manovratore. Solo Emilia e Otello, l’una per l’arguzia del suo pensiero e la capacità d’indignazione e ribellione, l’altro per il dramma che vive, assurgono alla dignità dell’incarnazione da parte dell’attore Jago. Ma la tragedia non è comunque lenita.

 

In scena, nei panni del protagonista, Luca Lai, giovane aspirante attore, che ha iniziato il suo percorso con un laboratorio teatrale condotto da Alessandro Mascia e Mario Madeddu del Cada Die teatro per la Asl di Lanusei. Questo incontro ha portato nella vita di Lai una nuova priorità: il teatro come modo per meglio affrontare il proprio disagio. Il monologo che interpreta nasce dalla collaborazione fra Rita Atzeri, e quindi il Crogiuolo, e la Pixel Multimedia.

 

La rassegna GIRO DI VITEMemoria Società Teatro è sostenuta dal

Comune di Cagliari (Assessorato alla Cultura)

e dalla Regione Sardegna (Assessorato alla Cultura).

 

 

Il crogiuolo
Spazio Fucina Teatro, Centro culturale La Vetreria – Cagliari Pirri
Per informazioni: tel. 070 0990064 – 334 8821892
Mail: info@ilcrogiuolo.eu – ilcrogiuolo@gmail.com
Direzione artistica Rita Atzeri

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