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Poesia e scritti corsari
Poesia e scritti corsari di Pier Paolo Pasolini
letto da Mario Faticoni
a seguire incontro con Marco Asunis

Cagliari, 12 dicembre 2006
Centro Comunale d'Arte Exmà - via S. Lucifero, 71
inizio ore 18:00 - ingresso libero



ImageCon Le ceneri di Gramsci, pubblicate nel 1957 da Garzanti, Pasolini presenta undici poemetti quasi tutti scritti in terzine e sul modello di quelli del Pascoli pur nella grande libertà dei singoli versi.
I poemetti che formano la raccolta sono stati scritti tutti tra il 1951 e il 1956, molti dei quali già pubblicati sparsi precedentemente.
Protagonista delle Ceneri è la nuova realtà storica del sottoproletariato romano che il poeta vuole rappresentare così come è perché la salvezza è quella di rimanere dentro a quell’inferno con la volontà di capirlo. Pasolini sa che di quel popolo lo attrae non la sua millenaria lotta ma la sua allegria
e riconosce in se stesso una contraddizione, quella di amare un mondo che odia.
Ne La religione del mio tempo si sente la crisi che impedisce a Pasolini di continuare con l’organica costruttività razionale e storica che lo aveva guidato nelle Ceneri di Gramsci. Netta si affaccia la polemica contro il presente privo ormai di ogni spirito religioso e il poemetto lascia spesso il posto all’epigramma e alla canzone indirizzata per lo più a critici e dal taglio moralistico. Crolla anche la fiducia nel sottoproletariato e quindi anche l'identificazione politica che Pasolini aveva con fatica raggiunto.
Poesia in forma di rosa, che esce, sempre da Garzanti, nel 1964 è composta da componimenti che vanno dal '61 al '63, più un lungo poemetto in appendice intitolato Vittoria ed è la più ampia delle raccolte di Pasolini. In essa Pasolini afferma in modo ossessivo la delusione per gli sviluppi della vicenda politica e intellettuale italiana e gli pare ormai inutile tutta la dialettica, piena di illusioni, degli anni ‘50. Il poeta, deluso e amareggiato, abiura quel mondo di ideali giovanili che ritiene perduto per sempre.
Trasumanar e organizzar è l’ultima raccolta di versi di Pasolini. Uscita nel 1971 raccoglie le poesie scritte durante la lavorazione di Medea e alcuni versi precedentemente pubblicati sulla rivista "Nuovi Argomenti".
Con Transumanar e organizzar si chiude un ciclo ben preciso; dalla certezza che è impossibile per l’uomo adattarsi alla Società, alla convinzione che l'uomo non può vivere senza la Società. Nei versi di questa raccolta Pasolini si lascia andare all’oratoria con una denuncia aggressiva che riguarda la difficoltà di "trasumanar", cioè di uscire dalle condizioni umane date.
Scritti corsari è l’ultimo libro pubblicato da Pasolini. È molto più che una raccolta di articoli, interviste, recensioni. Piuttosto un libro che il lettore deve ricostruire: “È lui che deve rimettere insieme i frammenti di un’opera dispersa e incompleta. È lui che deve ricongiungere i passi lontani che
però si integrano”. Nati dall’occasione, questi scritti hanno una singolare unità, anche perché nei fili che ne compongono il tessuto è sempre ben visibile "l’arte scontrosa o mestiere" dell'autore.
Il vero scandalo di questi scritti è nella loro severità. Essi toccano fatti che coinvolgono, in modo patente o oscuro, la vita e la coscienza di milioni di uomini. Sono duri, aspri, "scandalosi" argomenti che Pasolini affronta senza indulgenza, senza approssimazioni. Il lettore degno della "scandalosa
ricerca" trova qui degli scritti di "attualità" certo non effimeri, in cui si cerca di decifrare la fisionomia degli anni a venire. La tragica morte dello scrittore e le reazioni che ne sono seguite rivelano la terribile qualità profetica, il sicuro presagio nascosti in questo libro.



evento inserito nel cartellone di:
La Mutazione | 01 
miracolo e tradimento nel dopoguerra italiano.
Progetto triennale di teatro, cinema, poesia, narrativa, musica, pensiero critico, incontri
ideato da Mario Faticoni
 
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